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SENEGAL: “Tre settimane cariche di gioia”

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Le volontarie Cecilia De Feudis e Isabella Marantonio hanno fatto visita alla scuola Enrico Visconti a Ngarigne, in Senegal, dove la Fondazione sostiene con le adozioni a distanza un gruppo di 43 bambini per permettere ai bambini in età scolare di frequentare la scuola e sensibilizzare di conseguenza le loro famiglie sull'importanza dell'istruzione.

Le loro testimonianze raccontano la gioia dei bambini nell'essere coinvolti in nuove attività come quelle proposte da Cecilia e Isabella durante il loro soggiorno di volontariato:

"..Tata Cecilia, tata Isabelle, bonjour.
Queste parole riecheggiano ancora nella mia mente, le voci dei bambini della scuola di N'garigne, tutti sempre sorridenti, gentili e "affamati" di considerazione.
Isabella ed io siamo arrivate a Dakar la sera del 4 novembre, e il mattino dopo eravamo già a scuola. Ad attenderci, in cortile, tutti i bambini, che ci hanno cantato una canzone di benvenuto e l'inno nazionale del Senegal.
Sono state tre settimane impegnative, cariche di lavoro, ma soprattutto cariche di gioia, tre settimane in cui ho fatto il pieno dei soliti stupendi sorrisi che mi scaldano il cuore, sempre.
Siamo tornate bambine anche noi e così all'asilo abbiamo prevalentemente giocato e colorato, mentre con i bambini della scuola elementare abbiamo creato un piccolo laboratorio di attività manuali, così grazie al materiale vario (carta, colla, colori, forbici.) portato, tutti a turno hanno realizzato ghirlande, fiori, maschere.
Già prima del nostro arrivo sapevano del laboratorio. Sono partita dall'Italia con le valigie colme di materiale ma anche con un dubbio, sarò all'altezza delle aspettative?
Ogni giorno ci aspettavano curiosi di sapere a quale nuovo lavoro avrebbero dato vita e ansiosi di cimentarsi. La stessa cosa valeva per noi, ogni giorno con gioia affrontavamo la nostra prova, emozionate e sorridenti. Non sempre è stato facile a causa del caldo eccessivo, della scarsa comunicazione (soprattutto con i più piccoli che parlano esclusivamente wolof) e della totale mancanza di manualità. Ma i risultati li hanno e ci hanno ripagati ed ogni sera ci perdevamo nel racconto dei tanti momenti belli o buffi della giornata trascorsi insieme ai bambini, come quando a scuola ridevano dei nostri disegni alla lavagna, o come quando abbiamo fatto per la prima volta le bolle di sapone all'asilo o quando abbiamo tappezzato un'aula della materna con i disegni delle mani dei bambini, che all'inizio ci guardavano intimoriti, non capivano perché dovevamo colorargli i palmi delle mani con la vernice (i colori a dita) e poi sorridere per l'espressione di meraviglia e divertimento che appariva sul loro viso quando il tutto andava via semplicemente con l'acqua.
Anche quest'anno ho conosciuto persone fantastiche come Leopold, il direttore della scuola, e gli insegnanti grazie al cui impegno e dedizione questi bimbi possono sperare in un futuro migliore.
Qui, come in tutti i Paesi del terzo mondo, la vita non è affatto semplice, e i bambini sono i più colpiti da queste difficoltà. Spesso viene negato loro il diritto di essere bambini, di giocare e di crescere spensierati. Nelle botteghe o agli angoli delle strade ho visto bambini che, anziché essere a scuola, erano lì a lavorare il ferro o il legno, o camminare su e giù per la strada chiedendo l'elemosina e mi sono chiesta, perché?
Perché esistono luoghi in cui un bambino non può essere soltanto un bambino? Purtroppo non so darmi una risposta.
Qui sono dei piccoli adulti, che devono contribuire al sostentamento della famiglia, non hanno nulla o quasi, il poco che hanno lo dividono con i loro compagni, non li vedi mai versare una lacrima, il confronto con la vita ovattata dei "nostri bambini" è venuto da sé. Siamo distanti anni luce e non è giusto. Per fortuna, però, grazie alle associazioni umanitarie, esistono delle piccole oasi di pace come questa scuola.
Dopo questa considerazione ne è venuta un'altra, che senso possono avere queste "lezioni creative" per loro? Che importanza può avere nella loro crescita un'attività del genere e per così poco tempo?
La risposta questa volta è arrivata dagli insegnanti: questi bambini, come tutti, hanno bisogno di dare sfogo e di coltivare la loro fantasia e la creatività proprie dei fanciulli, soprattutto qui dove troppo spesso gli è negata la loro età. E infatti con gioia abbiamo accettato la proposta di "tenere una lezione" l'ultimo giorno proprio ai maestri perché possano continuare questo tipo di lavoro.
E' stata una giornata particolare e molto divertente, tutti si sono impegnati al massimo e alla fine, tra baci e abbracci e con la promessa di tornare, ho dovuto trattenere le lacrime.
E' stato il miglior modo di concludere questa meravigliosa avventura e di salutare il Senegal. Porterò sempre nel cuore i sorrisi caldi e sinceri di Babacar, Mamour, Abdoulaje, Khady, Cheik, Hassan, Lami, Stephanie e di tutti gli altri bambini della scuola E. Visconti di N'garigne.
Cecilia

"L'importanza di stare con loro anche se per poche settimane come abbiamo fatto io e Cecilia non è stata poca cosa ; loro non hanno molta attenzione da parte degli adulti , a scuola perché sono in troppi nella stessa classe e a casa perché sono in troppi nella stessa famiglia. I bambini hanno gradito i momenti passati assieme giocando o facendo attività, e ce lo hanno fatto capire con i loro sguardi felici . Presi individualmente ognuno di loro sa offrirti un contatto speciale fatto di semplicità e di spontaneità.
Non nego che tanti di quegli sguardi ancora mi illuminano le giornate a distanza di tempo, ed è la cosa più preziosa che ho volutamente "rubato" in punta di piedi. Ne farò tesoro in futuro e cercherò per quanto possibile di trasmetterlo a chi non avrà l'occasione di fare un'esperienza di vita fantastica come la mia in Senegal".
Isabella



Cecilia

Cecilia

e Isabella

e Isabella

hanno trascorso tre settimane con i bambini della scuola Enrico Visconti

hanno trascorso tre settimane con i bambini della scuola Enrico Visconti

coinvolgendo in attività manuali e artistiche i bambini

coinvolgendo in attività manuali e artistiche i bambini

che sono sostenuti da "aiutare i bambini" attraverso le adozioni a distanza.

che sono sostenuti da "aiutare i bambini" attraverso le adozioni a distanza.