PERU’: Sono 400 e tutti bimbi sieropositivi
Dal Diario di Oscar Lo Iacono, volontario in PerùIl volontario di "aiutare i bambini" Oscar Lo Iacono si è trattenuto in Perù presso l'Hogar San Camilo dal 12 luglio al 9 agosto, svolgendo molte attività di supporto.
"Nelle prime due settimane all'Hogar San Camilo, oltre alla ricchissima esperienza di vivere a stretto contatto con i malati del Centro, ho svolto per lo più lavori di fatica, necessari all'organizzazione dei Giochi camilliani per bambini e per adulti, all'approvvigionamento delll'Hogar, alla distribuzione di medicinali, viveri, indumenti e giocattoli a Canete, un pueblo a oltre 200 km da Lima.
Poi lavori di cartoleria, manutenzione e esperienze forti come visite domiciliarie, presso le "case" dei malati, visite ai ricoverati in ospedale.
L'Hogar è nel centro storico della Ciudad de los Reyes, un quartiere popolare dal nome ingannevole di Barrios Altos (quartieri alti). Vengo catapultato dentro questo comprensorio immenso fatto di giardini e patii, corridoi, gente, porticati, dormitori, cucine e mille altri labirintici meandri; attraverso sciami di bambini incuriositi: bianco, alto e con le valigie.
Padre Zeffirino Montin, il responsabile dell'intero centro mi accoglie con spirito fraterno ("non mi aspettavo fossi cosi' alto" e' l'espressione che anche altrove ho già sentito), mi abbraccia come se contasse sul mio arrivo per condividere con qualcuno della stessa cultura la sua esperienza. E' entusiasta, ed io con lui. Mi spiega che oggi ci sono oltre 400 bambini con le loro famiglie provenienti dagli Hogar di tutto il Peru' (!!!) per disputare i Giochi Camilliani, attivita' sportivo-ricreative per i bimbi. "Sono tutti sieropositivi" mi dice, quasi a voler fugare subito qualche naturale dubbio...
Lima 14 luglio
Le cuoche mi dicono che stanotte c'e' stato il terremoto, ha vibrato tutto... col sonno di granito che mi ritrovavo, non ho sentito nulla e per questo sono stato un po' preso in giro.
Ci spostiamo al centro nuovo dell'Hogar; più moderno, più pulito ma anche più "freddo" e spoglio... sembra una clinica. Incontriamo Padre Zeffirino che mi manda a "smontare" le camere adoperate dai bambini di Arequipa e Huancayo, alloggiati per i Giochi: 40 reti e altrettanti materassi dal terzo piano al sotterraneo.
Oltre a spezzarmi la schiena trascorro la mattinata con J., 35 anni, sposato, con 2 figli, ed E., separata e sieropositiva, con 3 figli che si occupano delle pulizie Mi chiedono dell'Europa, dell'Italia, della Spagna... mi parlano delle loro vite difficili, J. arriva a piangere, ma ha fiducia che un giorno per lui verrà la svolta. Intanto si alza alle 5 del mattino, 2 ore di autobus per venire a lavorare, 10 ore di lavoro e ancora 2 per tornare a casa per uno stipendio di quasi 400 soles mensili, meno di 100 euro... A E. va anche peggio, J. ha comunque una "casa" di proprietà, lei vive con i figli da sua sorella... "mangio per sopravvivere" mi dice, il resto lo dà ai figli, ma quanto guadagna "non basta, non basta...": sognano l'Europa ed una vita migliore, ma sanno che non vi andranno mai.
Per pranzo i ragazzi mi vogliono a capotavola. Oggi é il 14 luglio, in "tutto" il mondo é il giorno della "presa della Bastiglia", qui, è l'anniversario della morte di San Camillo de Lellis, santo italiano, protettore dei malati. Padre Zeffirino dice messa in castigliano, momento di grande partecipazione, si canta, ci si abbraccia: Si coglie l'intensità della funzione negli occhi di tutti.
Il pomeriggio scorre sereno, c'e' il sole e sono arrivate le mamme con i loro figli, i bambini giocano dappertutto...
Lima 15 luglio
Il pomeriggio arrivano i bambini. Quanti sono! C'è un clima bellissimo, saltano, ridono, giocano; a turno fanno attività di "recupero", sostegno alle medicine convenzionali e alle metodologie alternative. Io aiuto Lucrecia, una psico-fisioterapista; io do a mamma e bambino tovaglietta e olio medico e Lucrecia spiega come massaggiare in modo stimolante i piedi dei propri bimbi, in un'atmosfera di ilarità generale per il solletico sofferto dai "pazienti"... Sembra inutile, ma tutti partecipano con cieca fiducia.
Lima 17 luglio
Nel pomeriggio arrivano le future mamme: hanno la paura negli occhi, distinguibile senza alcuna abilità... loro, "positive", che per il loro cucciolo sperano in un miracolo di cui avranno conferma solo quando il bebè avrà quasi due anni; prima il virus non si manifesta nemmeno ai controlli medici più avanzati.
C'è un sole pallido nel cielo bianco, ma c'è; chiacchiero con Padre Zeffirino, con Gabriela, con Paolo... sono momenti belli, pieni di serenità. Sembriamo una famiglia e forse lo siamo. in qualche forma. Parliamo delle vacanze dei bambini.
Gabi mi racconta che è arrivata il 14 maggio in furgone, un viaggio fatto senza soldi, ma con determinazione... tre giorni da Mendoza a Lima attraversando il nord del Cile, dopo la perdita di un'amica.
Nel pomeriggio mi occupo di alcuni lavori di cartoleria, sistemo certi articoli di giornale sull'AIDS che andranno attaccati nella bacheca. La sera gioco una partita di pallavolo con i lavoranti dell'Hogar; sabato e domenica ci sono i Giochi, e non fatico a conquistarmi un posto in squadra.
La cena e' la migliore da quando sono qui. Padre Zeffirino ha parlato dell'importanza dell'alimentazione per combattere il virus. E' convinto che il metodo, la pulizia, la corretta nutrizione, la cura di se stessi, il movimento e l'interazione con gli altri siano strumenti potenti per contrastare la malattia. "Somos una comunidad", ha detto alla fine... spiegando che anche il reciproco aiuto è fondamentale. Credo intendesse non solo nella circostanza. Domani esaminerò con Paolo le schede dei 30 bambini e organizzerò dei lavoretti da portare in Italia.
Lima 18 luglio
Partiamo alla volta del Cono Sur di Lima, verso Villa Maria del Trionfo. Detta così suona benissimo, in realtà è un'accozzaglia di "abitazioni" dove la miseria, quella vera, è reale come il sole nel cielo...
Abbiamo 8 famiglie da visitare, l'Hogar segue i malati che non possono venire al centro; si va nelle "case", ci si interessa delle persone, ci si sincera che i bimbi ricevano la minima scolarizzazione, li si conforta. Più ci addentriamo in quei sentieri pietrosi e scoscesi, tra baracche e vere e proprie discariche, più si materializza un'area sconfinata di "moderne" capanne, dove "vivono" migliaia di persone, nate dal nulla e destinate al nulla. Quelle baracche, sono l'unico bene che possiedono. Mi sento fuori posto su questo camioncino bianco, che disperde branchi di cani al passaggio, capisco che mi sto avvicinando alla povertà autentica.
Guardo l'estensione sterminata di cartoni, lamiere, legni, corde, pietre... messe insieme a far un tetto... o qualcosa di simile che copra dal sole, non certo dalla pioggia. E' questa la cosa che mi salta alla mente...
Lima 23 luglio
Presto la mia opera, a tratti goffa, fino a quando non mi convoca Paolo per il resoconto su "aiutare i bambini"; mi fa vedere i variopinti disegni dei bambini fatti realizzare sabato scorso sul tema delle verdure, alleghiamo a ciascun disegno la scheda del bambino con la foto e qualche informazione di contesto. Mi realizza anche un cd di immagini da portarmi dietro...
Lima 24 luglio
Vengo incaricato di scattare alcune istantanee mentre il Dottor Claro, un rotondo medico visita i pazienti nel nuovo centro di eccellenza per malati di HIV..
Eseguo il lavoro come un consumato professionista... cerco le espressioni, fermo i dettagli, studio la luce. Le "mie" immagini serviranno per alcune pubblicazioni su Internet, per la presentazione di progetti di finanziamento e per potenziali volantini informativi. Accompagno Gabriela a visitare un altro "nostro" infermo, relegato all'ospedale "Dos de Mayo", un gigantesco edificio azzurro che raggiungiamo dopo una buona camminata.. Abbiamo passeggiato nella fetida aria al veleno della calle, con una naturalezza a tratti preoccupante. Consegnamo i dolcetti gommosi, e riprendiamo la strada in senso contrario.
Al ritorno Padre Zeffirino, ci soprende ancora: Julio e' pronto con il maxi-Renault, si va tutti a far un giro. Ripetiamo praticamente il tour pomeridiano. siamo in gita, con la nostra famiglia di malati, che per una sera può riempirsi gli occhi di luci, fontane, persone, aria e rumori e colori. L'atmosfera è a dir poco euforica, ci facciamo le foto, scherziamo, ci prendiamo in giro. e Plaza de Armas sembra perfino più bella.
Alle 22, quando si spengono le luci c'e' un'aria fresca e docile. i ragazzi sono a letto, occhi chiusi e sorriso disegnato. Ho la pace dentro. Buonanotte Lima."
Oscar e i bambini dell'Hogar
L'Hogar San Camilo da oltre dodici anni si occupa delle persone sieropositive che vivono vicino al Barrios Alto di Lima, uno dei quartieri periferici più pericolosi.
Nella concezione di salute dell'Hogar vi é quella di provvedere non solo alle cure mediche, ma di considerare tutte le necessità della persona, con programmi diversificati indirizzati alle famiglie, alle madri sole, ai bambini
Questo progetto punta al processo di attenzione integrale ai bambini sieropositivi, offre l'appoggio di uno psicologo infantile, visite mediche, controllo nutrizionale e, ogni settimana, un pasto caldo e una cesta di viveri.

