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Testimonianza di LULA ROSSI, volontaria di Aiutare i bambini a Kayole, in Kenya

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Sono andata a trovare Suor Lucia ed a visitare il villaggio e la nuova scuola in costruzione. Uscendo dal centro di Nairobi verso est si lasciano le strade asfaltate e si percorrono strade sterrate spesso in condizioni indecenti (in Kenya anche molte strade di grande comunicazione sono in condizioni scandalose).
Sui terrapieni sorgono alcuni slums, costituiti da vere e proprie baracche di legno, terra o materiali di recupero di ogni genere, accatastate vicinissime l'una all'altra, con stradine in terra tutte buche e rifiuti dovunque.
Il canale della fognatura proveniente da Nairobi scorre a cielo aperto vicino alla strada principale, e sulle rive le donne coltivano verdure ed insalata, perché possono utilizzare l'acqua della fogna per irrigare.
In alcuni tratti della strada il fetore è insopportabile.

Si arriva al villaggio nel quale opera la missione, non ci sono strade ma viottoli improvvisati; anche qui le vecchie baracche stanno scomparendo, sostituite dalle casette in pietra che ognuno si costruisce da se', senza regole, spesso usurpando il terreno. Ci addentriamo nel villaggio, percorrendo a piedi un viottolo di fango, con un canale maleodorante dove ristagna fogna, pattumiera, tutto il possibile. Le vecchie case sono realizzate utilizzando tutto ciò che si può recuperare, anche quello che rimane di un foglio di neoprene dopo avere intagliato le suole delle ciabatte viene usato, con molta fantasia, per fare le recinzioni. Dopo avere visto tutto questo, credo che ci penserò due volte prima di buttare via qualunque cosa!

Non c'è la corrente elettrica, anche se enormi piloni con linee di alta tensione sovrastano la zona, emettendo il loro sfrigolio. I bambini ci circondano appena l'auto si ferma; in Kenya in questo periodo le scuole sono chiuse per le vacanze, così i ragazzetti sono tutti in giro. Suor Lucia distribuisce alcune caramelle, ed è una vera festa. Tutti si precipitano ad allungare le mani per averne una.

Prima di pranzo andiamo a visitare il cantiere della scuola, che non si trova nel villaggio ma in una località piuttosto lontana, scelta in quanto ritenuta più sicura e per la disponibilità di un terreno molto grande. I bambini interessati verranno prelevati nei loro quartieri e portati a scuola con alcuni pulmini.

Il cantiere è in piena attività, sono stati costruiti 2 lati del muro di cinta in pietra a vista, con una portineria e una sala d' attesa. Nell'aiola sono già state piantate due file di alberi. In alto verrà poi finito con una fascia di filo spinato. I muri verranno tutti realizzati in blocchi di pietra, che arrivano sbozzati dalla cava e vanno poi rifiniti a mano dallo scalpellino: si tratta di un lavoro piuttosto lungo e faticoso, al quale sono dedicate più persone.

Nel centro dell'area sono stati realizzati gli scavi per le fondamenta dei muri, sono stati costruiti tutti i muri perimetrali e interni della scuola fino a circa 1m. fuori terra, sono pronti i ferri della struttura portante, che sarà in cemento armato. All'interno si realizzerà un patio sul quale si affacciano tutte le aule. Tutto verrà predisposto in modo da potere costruire anche un secondo piano che in futuro ospiterà il dormitorio per i ragazzi in via di recupero.
E' già stato realizzato anche un magazzino in un'area esterna all'edificio principale, e sono già pronte 3 grandi cisterne per l'acqua, che poi verranno posizionate su alti tralicci in ferro. Successivamente verrà installata anche una pompa per l'utilizzo dalla casa.

I lavori stanno senza dubbio procedendo molto speditamente. Suor Lucia si occupa di tutto. Il numero dei lavoratori in cantiere varia a secondo delle necessità, ieri erano circa 17, essi vengono pagati da Suor Lucia giornalmente, l'equivalente di circa 5 Euro al giorno.
Penso che ora i lavori proseguano con un buon ritmo, e le previsioni sono di terminare la scuola in meno di un anno. Si tratta senza dubbio di un progetto molto grande ed ambizioso.

In Kenya l'istruzione pubblica dovrebbe essere garantita dal governo, infatti il nuovo presidente, Kibaky, l'anno scorso ha approvato una legge che assicura il primo ciclo scolastico di 8 anni,(dai 5 ai 13 anni) gratuito per tutti; però pare che in alcune zone le classi siano anche di 100 bambini con un solo insegnante. Le famiglie tengono molto all'istruzione dei loro bambini, quindi sono disposte anche a pagare pur di avere una buona scuola.

Tornando verso casa ero tristissima ed arrabbiata, perché in Kenya confluiscono una quantità di aiuti umanitari da tutto il mondo, ci sono una quantità di organizzazioni internazionali che operano su più livelli, portando una quantità di capitali e di iniziative. Mi chiedevo che fine fanno tutti questi soldi, cosa fa il governo per migliorare le condizioni del popolo, e soprattutto cosa fa il popolo per migliorare la propria condizione? Devono rendersi conto che non sono un paese povero, ma un paese ricco che vive in stato di completo disfacimento e povertà, grazie alla corruzione accettata come regola, alla mancanza di regole e di qualcuno che si occupi di fare rispettare quelle che ci sono, alla violenza diffusa ovunque, praticata sulle donne e sui bambini ai quali viene fatto di tutto, dalle violenze agli omicidi per il prelievo degli organi, ed alla conseguente paura che costringe tutti, poveri e ricchi, a vivere blindati. A tutto questo si aggiunge la trasandatezza individuale, il cattivo adattamento nel passaggio dalla vita nomade alla vita urbana, la diffusione di malattie, il costo esorbitante delle medicine in rapporto al reddito medio della popolazione.

In Europa quando si parla di Kenya si pensa ai grandi spazi aperti, agli animali liberi nei parchi, al trionfo della natura... per me il Kenya non sarà mai più solo questo.

Alcuni bambini di Kayole che usufruiranno della nuova scuola

Alcuni bambini di Kayole che usufruiranno della nuova scuola

Il muro di cinta

Il muro di cinta

I lavori per la costruzione della scuola procedono...

I lavori per la costruzione della scuola procedono...