Testimonianza di Sara Gialetti, volontaria di “aiutare i bambini” a Migoli in Tanzania
Sara Gialetti, nostra volontaria si è recata a visitare i bambini di Migoli coinvolti nel progetto di adozione a distanza, sostenuto in quell'area da "aiutare i bambini".Sara ci scrive per riportarci la sua testimonianza di viaggio e per raccontarci le ultime novità sui bambini coinvolti nell'adozione a distanza. Questa la sua testimonianza:
«Il villaggio di Migoli si trova sulla strada che da Iringa porta alla capitale Dodoma, una strada non asfaltata e piena di buche, attraverso un altopiano roccioso. Non sappiamo da quanto tempo esista Migoli. sicuramente ha conosciuto un notevole sviluppo 25 anni fa, al sorgere del lago artificiale, creato da una ditta italiana. Tuttavia, dopo il primo momento di fioritura, ora si nota una tendenza inversa: abbiamo visto come il lago si sia ritirato... il danno per la pesca è notevole ma il problema maggiore è l'approvvigionamento dell'acqua. Acqua che serve per tutto dal bere all'irrigare.
Quando arriviamo al convento delle Suore Collegine l'accoglienza è festosa: imbarazzati ceniamo trattati da re e poi stanchi ci addormentiamo incuriositi da ogni suono, nella notte si sentono tamburi e canti rituali.
Sono circa trecento i bambini che frequentano l'asilo alla mattina, ogni giorno mangiano un piatto di polenta dolce. E' curioso vedere come sparecchiano: ordinati come soldatini, sotto gli occhi severi delle maestre.
L'orfanotrofio, che ospita alcuni dei bambini adottati a distanza tramite "Aiutare i bambini", è sorto con la missione: oggi sono 35 i bambini ospitati, ma il numero è variabile a seconda delle emergenze.
La maggior parte dei bambini ha meno di quattro anni, non tutti sono orfani, a volte hanno un genitore, ma è malato o troppo povero; ricordo Fla (sette anni circa) orfana di madre, con il padre troppo anziano e bisognoso di cure o anche Happyness con la madre con problemi di salute mentale. Le suore comunque puntano al reinserimento del bambino nella famiglia di origine, invitano i parenti alla mattina, ma pochi purtroppo se ne presentano.
I bambini dell'orfanotrofio mangiano cose diverse: pasta, carne, polenta, minestra, banane... I neonati bevono latte o una zuppetta molto energica. Tutti ricevono le cure mediche adeguate, grazie al vicino presidio medico.
Purtroppo, data l'elevata diffusione dell'AIDS in Tanzania, i bambini non sono ancora stati sottoposti al test dell'HIV: Suor Sofia ci ha tuttavia assicurato che sarà una priorità per quest'anno.
Ho trascorso circa 20 giorni con i bambini di Migoli, tra pannolini di pezze, urla, ninne nanne e rincorse, ho visto i primi passi di Jakopo dopo che ha subito un'operazione alle gambe e ho sentito Stefano pronunciare le sue prime parole, anche in italiano!
Ho vissuto le contraddizioni della loro infanzia: sono bambini che non si possono concedere il lusso di giocare, le loro priorità sono altre e sono ben evidenti: piangono, hanno fame, vogliono attenzione. Ero arrivata pensando che avessero bisogno di me, ho lasciato Migoli con uno straziante bisogno di loro. Non so cosa potrei aggiungere d'altro su questi bambini. Li porto dentro. La loro bellezza è stata la mia forza.
Sara Gialetti, febbraio 2005
La volontaria Sara Gialetti insieme ad alcuni bambini di Migoli
Un bambino dell'orfanotrofio intento a mangiare la sua razione di zuppa
Alcuni dei bambini accolti all'orfanotrofio con Suor Sofia, responsabile del progetto

