Testimonianza di Luigi Zambon, volontario a Morogoro in Tanzania
Il nostro intervento:"aiutare i bambini" ha sostenuto a Morogoro la costruzione di una scuola elementare per i bambini del villaggio. Oggi ci ha scritto Luigi Zambon, nostro volontario presso la missione di Morogoro, che ha avuto la possibilità di trascorrere qualche tempo con i bambini coinvolti nel progetto e con Suor Teresa, la responsabile del progetto.
Questa è la sua testimonianza:
«700 bambini! Presto 700 bambini potranno andare a scuola!
Ai piedi delle Uluguru Mountains, nel Sud/Ovest della Tanzania, lungo la grande strada che collega Dar Es Salaam con le grandi nazioni del centro Africa, si incontra Morogoro. Nei sobborghi di questa cittadina, in una delle aree più povere e miserabili dell'Africa stessa, una piccola suora siciliana, da una trentina di anni missionaria in terra Africana, sta realizzando una scuola elementare per 700 bambini. E' Suor Teresa Drago e sono orgoglioso di poter dire: "Suor Teresa? Ma io la conosco personalmente!"
Coadiuvata da suor Caterina, altra siciliana Collegina, ed un piccolo gruppo di suore tanzaniane, suor Teresa, ma preferisce semplicemente essere chiamata Teresa, da anni manda avanti con l'aiuto della Provvidenza, come dice lei, la grande Missione di Kionda.
Cara e dolce Teresa! Quante lotte, quante battaglie quotidiane sei costretta e sostenere per poter aiutare questa povera gente, questi bambini! E quanti ce n'è di bambini, dappertutto! Ammalati, spesso abbandonati anche se molto piccoli, senza l'aiuto di nessuno. Per difendere la tua Missione dalla continua e pretestuosa sottrazione di terreno da parte di chi comanda, hai dovuto persino circondarla con un alto muro in blocchi di cemento che circonda tutta la missione. Ma nonostante il muro, la Missione è aperta a tutti e sempre. Ai Cristiani come ai Mussulmani, ai credenti e agli atei, ai sani ma soprattutto ai malati e a chi non ha nulla.
Malgrado l'ostile indifferenza delle autorità locali, con perseveranza e ostinazione, da anni Suor Teresa ha infatti realizzato importanti opere strutturali al servizio della popolazione ed in particolare dei bambini. Tra queste ci sono l'asilo per i bambini più poveri, la scuola di recupero per poter consentire il reintegro nel ciclo della scuola pubblica a quei bambini che per limiti di età ne sarebbero stati esclusi, ma anche saloni e strutture per attività collettive, campi da gioco, stalle per l'allevamento degli animali da carne e latte, campi coltivati a mais, manioca, verdura e tanta frutta come banane, ananas, papaia, mango, per garantire alla Missione una certa autonomia economica. E fiori, tanti fiori dappertutto! E ordine, e pulizia!
Tutto deve essere fatto ed è fatto con amore.
Fanno infinita tenerezza i bambini dell'asilo, quando alla mattina, e sono circa un centinaio, prima di entrare nelle singole aule, con le loro belle divise verdi e con un impegno e partecipazione incredibile, radunati e perfettamente inquadrati, mentre uno effettua l'alza bandiera, tutti gli altri, ritmati dal tamburello percosso da una giovane suora tanzaniana, cantano l'inno Nazionale Tanzaniano. Tutte le mattine!!
Ma ora si sta realizzando il grande sogno di Suor Teresa! La grande scuola elementare per 700 bambini!
Suor Teresa!! Teresa malgrado l'età (oltre 75 anni, ma lei con uno strano modo di contarli, dice di averne poco più di 50!!), malgrado i suoi gravi guai fisici, di cui ne và quasi orgogliosa, non è mai ferma, è sempre in frenetica attività. La grande scuola elementare per Suor Teresa era infatti diventata nel tempo un obbiettivo fisso ed irrinunciabile. Tutto nella sua testa era stato esattamente definito. Uno schema di massima messo giù alla buona, ma lei ne vedeva già la realizzazione in ogni piccolo dettaglio. Un giorno mi confessò, ma senza alcun rammarico, che se non avesse fatto la scelta di diventare suora sicuramente avrebbe fatto architettura.
Dopo aver lavorato per una vita in Italia come perito edile nell'edilizia scolastica e aver conosciuto quindi di persona i numerosi ostacoli o le complessità che esistono dietro alla realizzazione di una scuola, durante la mia prima visita a Kionda, nella primavera del 2004, il suo sogno di costruire la scuola mi sembrava utopistico. Certo sarebbe stata molto utile alla gente, ma senza soldi e con continue difficoltà poste dai politici locali non si và da nessuna parte.
Ma poi sono ritornato nel tardo autunno e trovo i lavori in avanzata fase di realizzazione! Incredibile! In modo un po' sornione Teresa mi dice: "..vedi è stata la Divina Provvidenza!". Ma poi aggiunge anche: ".... la Divina Provvidenza si è però servita anche della Fondazione aiutare i bambini. Ringrazio tutti e due!!!"
Ma tu ancora non ti fermi. stai già pensando al dopo: "..questi bambini cosa faranno finita la scuola elementare? ...ci vorrebbe una scuola professionale! ..il terreno ci sarebbe!... chissà!... forse la Provvidenza verrà in aiuto! non si sa mai! Luigi, tu intanto parlane a "aiutare i bambini".
Io adesso sono rientrato in Italia e, vi assicuro, ne sto ancora parlando.
Ciao Teresa, piccola bianca suora siciliana: spero di poterti riabbracciare presto.»
Luigi Zambon, 7 ottobre 2005
Il volontario Luigi Zambon a Morogoro
Il muro di cinta che protegge la missione

