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TAILANDIA: Divertimento e giochi con le “valigie delle meraviglie”

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I volontari Marsia e Gianluca dal 6 al 18 ottobre 2007 sono stati a visitare il progetto "Children of the forest" dove hanno svolto attività di animazione con i bambini. Ci trasmettono la loro gioia attraverso i loro racconti:

"Le valigie sono ormai pronte! Ci sarà tutto il necessario? Le nostre cose sono ridotte al minimo nello zaino che porteremo in spalla: pochi comodi indumenti, indispensabile un antipioggia o immancabili le infradito. Abbiamo già fatto l'antitifica e iniziato l'antimalarica ma un antizanzare, oltre ai medicinali di rito, non guasta. Le valigie, le due nostre splendide (alla partenza) rosse sono completamente riempite di materiali per i bambini: colori, album, corda, libretti, matite, cartoni, palloncini e una serie di istruzioni per l'uso che la mamma e la sorella di Gianluca (maestre per l'infanzia) hanno voluto darci. Sembra tutto a posto, compresa la possibilità di far ascoltare musica ai bambini mentre fanno i loro lavoretti con un amplificatore di i-pod che ci ha prestato un amico.
Sembra proprio che ci sia tutto, anche se quando si parte si ha sempre la sensazione di aver dimenticato qualcosa.l'emozione è tanta, speriamo di essere "all'altezza" di questa avventura che siamo sicuri sarà meravigliosa e densa di significati; i nostri pensieri, intimamente custoditi, ci portano sicuramente ad Angelo, al fatto che lui sarebbe dovuto essere presente in questa esperienza..ci auguriamo che la sua presenza nei nostri cuori ci dia il coraggio e la determinazione giusta...

Conosciamo Mark (il referente del progetto ndr) e alcuni bambini che ci accompagnano nella nostra sistemazione per la notte, una guest house sul lago. La struttura è gradevole, tutta fatta in pietra e legno sia all'esterno che all'interno, direi forse un po' austera e "conventuale"; i bagni, come in campeggio, sono multipli. Una doccia e poi con Marsia si va a cena nel ristorante della struttura; cibo tipico tailandese, una birra, un po' di chiacchiere e poi a nanna..la stanchezza non manca.
Il giorno dopo ci aspetta il "trasloco" in una struttura vicina, sempre sul lago, con bagno in camera; nel frattempo aspettiamo Mark che deve venire per portarci al progetto ed avere così un primo approccio; sempre in compagnia di tre o quattro bambini arriva,e dopo essersi sincerato della nostra nuova sistemazione, ci "carica" sul pick up e via al progetto. Arrivati scorgiamo le strutture che lo compongono, quasi tutte fatte di fondamenta in blocchetti e cemento ed il resto in legno e copertura in foglie di banano; ci viene mostrata la sala tv, l'ufficio con tutta l'attrezzatura tecnologica, le cucine, i bagni e pian piano tutte le altre strutture in una prima visita del progetto. Le emozioni? Diverse e contrastanti. I bambini sono splendidi e da subito molto affettuosi, ma noi saremo adeguati? Il posto è molto bello, ma come è viverci? Poi, in realtà, basta lasciarsi andare, basta affidarsi a loro. il loro cuore, i loro sorrisi, i loro abbracci, la loro energia, il loro dolce saluto a mani giunte e a capo chino ti coinvolgono e ti guidano più di quanto tu riesca a fare con loro.
Abbiamo conosciuto molti bambini di cui non ricordiamo i nomi, che sono troppo difficili per noi, ma solo le manine alzate per essere presi in braccio. Dopo il frugale pasto condiviso con loro, che dopo aver preso le stoviglie si mettono diligentemente in fila per essere serviti, ci accorgiamo di una bambina di circa 5/6 anni che non riusciva a smettere di piangere. Mark ci racconta che 5 mesi prima lei, un fratellino e una sorellina più piccola - Pupah, che era in braccio a Marsia - sono stati abbandonati anche dalla madre che si era rifugiata lì perché a sua volta abbandonata dal marito. Ha trovato un altro uomo e se ne è andata, da allora la più grande ha un sacco di problemi. Quel giorno Pupah invece sembrava serena, cercava solo spasmodicamente l'affetto che le mancava, ma nei giorni seguenti anche lei ha mostrato tutta la sua tristezza, bastava distogliere un attimo l'attenzione da lei per giocare o accarezzare un po' qualcun altro che andava in crisi; una delle tante storie difficili che abbiamo incontrato nella comunità.

Ieri è stato il primo giorno in cui abbiamo iniziato a stare veramente con i bambini nel loro villaggio. E' stato massacrante ma molto bello. Dopo la bella scarpinata (completamente digiuni) per raggiungerli, Mark ci ha assegnato una classe dotata di energia elettrica per poter ascoltare musica. Ci ha dato 5 stuoie e il buon lavoro. e noi all'opera! Prima però ha voluto che illustrassimo a Daniel cosa volevamo fare. Entrambe ci hanno dato la loro disponibilità, senza però intromettersi in ciò che facevamo. Siamo stati tutto il giorno in quella classe con il tetto in paglia e un'unica parete, dove abbiamo affisso i primi disegni dei bambini. Nel pomeriggio (è saltato anche il pranzo) gli abbiamo insegnato a fare le girandole e lì abbiamo raggiunto il massimo: i circa 30 bambini che c'erano hanno sparso la voce e così.. Evvai con le girandole! Prima era stata la volta dei disegni e dei puzzle anch'essi portati dall'Italia, oltre ad un piccolo cesto da pallacanestro che è stato una costante per tutto il periodo di nostra permanenza, con "dure battaglie" all'ultimo canestro. Mentre Gianluca gli costruiva una barchetta, una sorta di zattera con i tappi di sughero, io. continuavo a fare girandole, assalita ogni volta che mi avvicinavo alle "valigie delle meraviglie". I più piccoli ti rubano il cuore ma sono così difficili da gestire, specie per il fatto che non parlano né capiscono l'inglese. Loro si fanno capire comunque, per noi è un po' più difficile comunicare. La sera dopo cena ci siamo visti con Mark e Daniel per bere una birra. C'era anche Loraine, una signora americana che vive a Bangkok e li aiuta nella ricerca fondi. Mark ci ha confermato che i bambini si sono divertiti e. ovviamente questo ci ha gratificati per cui. buonanotte!
Oggi è stato un giorno altrettanto faticoso, ma almeno ci siamo risparmiati la scarpinata per raggiungerli perché abbiamo deciso di affittare un motorino, il caldo appiccicoso ha vinto. Stamattina Mark ci è venuto a dare una mano perché abbiamo dovuto cambiare stanza, ora ne abbiamo una migliore dove potremo rimanere fino alla partenza. Ci ha detto che al villaggio alle 10 iniziavano i "community works". Ogni gruppo composto da bambini e seguito da un adulto si occupa di qualcosa,pulire, tagliare l'erba, ecc.. Io ho sistemato la piccola stanza adibita a biblioteca, Gianluca ha trasportato mattoni. Io ho finito presto ma ho seguito i bambini da sola per quasi tutto il resto della giornata. Non so tra me e Gianluca chi ha faticato di più.. Abbiamo fatto marionette con i cucchiai di plastica e la carta crespa e poi . l'apoteosi del palloncino! Non ne potevo più, poi quando stavo per andare via una bambina, Masesà, mi ha detto "Thank you see you tomorrow" con quel suo dolce inchino a mani giunte e io li ho lasciati più leggera. Temo sempre di non renderli abbastanza "felici".

Anche oggi, ovviamente a grande richiesta, bagnetto al lago con presenza sempre molto nutrita, condita dalla classica corsa nel sentiero per arrivare al lago, lo spogliarsi strada facendo per tuffarsi subito all'arrivo, giochi festanti e coinvolgenti tra tutti. Erano tanti come detto, ma noi eravamo più tranquilli come se avessimo superato la prova del fuoco e così ho fatto un sacco di foto. speriamo siano belle come lo spettacolo che cercavo di immortalare! La giornata finisce come iniziata, con i bambini che dopo il bagno svolgono attività varie.oggi in modo particolare imperversa lo sport, tutti ne fanno, dal calcio, alla ginnastica, alla palla a volo e l'immancabile Takoe. Quando andiamo via piccolo brivido...domani sarà il nostro ultimo giorno al progetto.
Ultimo giorno al progetto, non ci tradiamo io e Marsia l'emozione ed un certo senso di vuoto che seguirà nel non sentir più i nostri nomi, diventati Cuca e Malasia, urlati festanti in ogni dove.Dopo la colazione acquistiamo al mercatino le poche cose che ci competono per la amatriciana, poi al progetto..sempre solita allegra accoglienza, le nostre attività con sottofondo note di Rino Gaetano, Vasco Rossi, Ennio Morricone, i Queen, gli U2, Astor Piazzola, Bob Marley, i Pink Floyd ecc...fino al pranzo e a seguire l'immancabile bagno al lago, con Mark e Daniel che nel frattempo tornano da Bangkok con gli ingredienti per la pasta. Tardo pomeriggio tutti al lavoro per tagliare pomodori, sbucciare cipolle, fare a pezzettini la pancetta.poi a seguire, in condizioni a dir poco critiche, con le due pentole poste sopra a fuochi di legna, riusciamo a cucinare i 2 diversi momenti 5,5 Kg di pasta, prima per i bambini e poi più tardi per i grandi.un'apoteosi, con ringraziamenti in sequenza, spaghetti mangiati con gusto con le mani, un vero tripudio alla dieta mediterranea..ovvio con felicità immensa mia e di Marsia. Poi iniziamo il momento dei saluti, alcuni li rivedremo domattina perché ci verranno a prendere per accompagnarci alla fermata del bus per la successiva partenza.

Stamattina Mark ci è venuto a prendere per accompagnarci alla fermata dell'autobus con una decina di bambini. ultimo gelato tutti insieme e poi i saluti con cuori stretti stretti...ci mancheranno . tanto!
.esperienza unica ed irripetibile.assolutamente da ripetere."

MARSIA (Malasia) e GIANLUCA (Cuca)

I bambini di etnia Mon e Karen sono spesso orfani di uno o entrambi i genitori e vittime di traffici sessuali e di sfruttamento minorile. Molti diventano bambini di strada a Bangkok.

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"aiutare i bambini" supporta ormai da due anni una casa-famiglia che ospita più di cento bambini in un luogo sicuro e accogliente

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Grazie all'aiuto della Fondazione è stato possibile organizzare attività di intrattenimento e svago che i bambini hanno accolto con entusiasmo.

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Un asilo e una scuola elementare gratuita sono a disposizione per i bambini della comunità per garantire una conoscenza base della lingua Thai scritta e parlata e ridurre così il rischio di sfruttamento lavorativo al quale sarebbero altrimenti sottoposti.

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