BRASILE: “La 'saudade’ mi ha spinta a ritornare”
Martha Vergeer, volontaria da molti anni di “aiutare i bambini”, ha deciso di tornare a trovare i bambini conosciuti al Centro "Casa dos sonhos" a Santa Rita Paraiba durante la sua esperienza di volontariato 3 anni fa.Al suo ritorno ci ha mandato questa coinvolgente testimonianza da condividere con tutti i donatori:
“Dalla mia prima visita alla Casa dos Sonhos nel 2007 non è passato un giorno che non abbia pensato ai bambini di Santa Rita e che non abbia sentito nostalgia, “saudade”, di loro e di molte persone care che ho conosciuto. Il desiderio di tornare era sempre molto forte, ma causa impegni di lavoro sono riuscita a riabbracciare quei bambini che per tanto tempo ho portato nel cuore solo nel 2010. Tanti sorrisi di bimbi che mi hanno accolto al mio ritorno, ma anche molti visetti nuovi. E’ stato come tornare a casa e come se fossero passati solo alcuni mesi e non anni. Alcuni ragazzi erano molto cresciuti, mentre altri erano rimasti più o meno uguali, ma tutti mi hanno accolto con tanti abbracci, baci e tanto amore, perche ognuno di loro vuole un po’ di attenzione e non ci si può dimenticare di nessuno perché subito se ne accorgono!
“Sejam bem vindos” dice il cartello di benvenuto della “Casa dos Sonhos”, che adorna la sua porta d’ entrata, rivolto innanzitutto ai bambini della comunità, ma anche alle madri volontarie, ai famigliari che vivono nella comunità, ai volontari e a tutte le persone che in un modo o nell’altro collaborarono con il centro. Arriviamo al mattino presto con la macchina ed i bambini quando ci vedono,ci corrono incontro gridando “tia,tia” e nonostante diciamo loro tutte le mattine che non devono toccare la macchina, che è pericoloso e che non devono correrci vicino mentre l’autovettura è in marcia, non riescono a contenere il loro entusiasmo e ci chiamano, mettono le manine dentro i finestrini e si appoggiano alle portiere. Quando scendiamo tutti vogliono abbracci e baci, insistono per aiutarci a portare le borse e tutto quanto abbiamo in macchina. Ogni bimbo chiede un po’ di attenzione, “tia, tia”, ci chiamano per raccontare qualcosa, per accompagnarci all’interno del cortile di ingresso, per essere sicuro che lo abbiamo notato.
Dona Edna ed alcune madri volontarie, Rosilda, Marlene, Maria preparano nella cucina il succo oppure la cioccolata con il pane dolce, tutti i bambini si avvicinano ai tavoli di plastica posizionati sotto la tettoia, devono stare ben seduti in silenzio perché prima di mangiare, suor Estela li saluta nelle varie lingue, portoghese, spagnolo, inglese, italiano e francese e loro prontamente rispondono in coro, Bom dia - bom dia; como vai?- tudo bem ; Good morning - good morning; how are you? - I’m fine e così avanti. Un uso, una consuetudine per imparare qualche parola straniera, ma soprattutto il primo saluto della giornata ricordano a tutti che esistono molti paesi nel mondo diversi dal loro, con lingue, culture e tradizioni propri. A volte i bambini ridono di questi suoni che non conoscono, come quando li ho salutati nella mia lingua, l’olandese, ho provocato un gran trambusto. Finita la colazione tutti ripongono il loro bicchiere sporco nel lavabo e a turno i ragazzi o le madri volontarie lavano le stoviglie. Ora possono iniziare le attività di sostegno scolastico della giornata.
Quasi tutti bambini vanno alla scuola statale, i piccoli al pomeriggio ed i grandi al mattino. La scuola materna è facoltativa ed è di due tipologie, la “Maternal” che insegna i contatti sociali e la “Jardim” che trasmette delle conoscenze scolastiche. Poi ci sono 8 anni di scuola primaria obbligatoria, “Ensino Fundamental” 1 (6 a 10 anni) e 2 (dai 11 ai 14 anni). Molti ragazzi abbandonano la scuola quando sono ancora piccoli ed in media ci mettono 11 anni per fare gli 8 anni di Ensino Fundamental. Il 70% dei ragazzi nel nord-est ripete alcune classi 2 o 3 volte. In queste scuole spesso gli insegnanti sono assenti, anche perché vengono mal pagati ed i materiali scolastici, anche quelli fondamentali, come carta e matite, mancano sempre.
La lettura viene alternata al racconto, all’inventare storie, attraverso il disegno, al racconto scritto - anche in forma di un piccolo libricino - o attraverso la poesia. Per i piccoli fino ai 10 anni il tema è libero ed in gruppi di 5-6 bimbi ogni gruppo ha raccontato una storia. Il nostro gruppo ha inventato, raccontando attraverso un disegno, la storia della scimmia che cade dall’albero e che viene soccorsa, accudita e nutrita con le banane dai ragazzi della Casa dos Sonhos, il rispetto per la natura è un tema che viene ricordato giornalmente ai bambini, altri gruppi hanno inventato storie che parlano della pace e del Natale.
Un giorno, sempre durante la settimana di lettura, Estela e Odete hanno organizzato per il gruppo di ragazzi a cui piace leggere e che si portano regolarmente dei libri a casa, una bella gita al salone dei libri nella capitale del Paraiba, Joao Pessoa. Si tratta del primo Salao do Livro che si è tenuto nell’edificio della fiera, ci sono moltissimi stand e i ragazzi hanno potuto scegliere un libro da comprare, sono stati strafelici di partecipare ad un evento cosi importante. Molti non sono mai stati nella capitale e nessuno è stato alla fiera; non immaginavano nemmeno che potesse esistere uno spazio espositivo cosi grande per dei libri.
Infine, l’ultima iniziativa della settimana di lettura era portare la lettura direttamente nella comunità di Santo Amaro. Siamo andati nella favela portando con noi delle sedie, un gazebo, delle riviste e addirittura dei panelli con fotografie scattate dai ragazzi durante il corso di fotografia organizzato da un fotografo italiano volontario, Alberto Banal, a cui alcuni ragazzi hanno partecipato. Le famiglie erano state invitate a partecipare, ma purtroppo solo due nonne sono venute, il loro contributo però è stato molto partecipativo.
Lavorare con questi bambini non è facile, alcuni arrivano al centro in età scolare già avanzata, (8-9 anni), spesso senza saper leggere o scrivere. Molte volte le educatrici si trovano ad insegnare le materie scolastiche a gruppi di bambini con livelli di apprendimento molto diversi tra loro e non hanno sempre il tempo per rispondere alle necessità di recupero di quelli che sono più indietro. La maggior parte dei ragazzi però in poco tempo, anche in 1 anno soltanto, fa grandi progressi. Un lato negativo per alcuni bambini che frequentano il progetto è il fenomeno dell’allontanamento delle loro famiglie o di alcuni membri delle stesse dalla vita della Comunità e pertanto dalla Casa dei Sogni. A volte accade che siano costrette ad andarsene a vivere da un'altra parte perché il padre trova un’occupazione in un altro luogo oppure, peggio, perché la madre si separa dal marito e deve allontanarsi da lui per evitare violenze post separazione e con il problema che molte volte deve occuparsi da sola dei figli, delle loro cure e del loro sostentamento. Per far quadrare i conti e per poter sopravvivere molto spesso l’unica alternativa è che gli stessi minori vadano a lavorare elemosinando, trasportando rifiuti o peggio ancora spacciando droga. In genere i brasiliani sono molto passionali e tante problematiche nascono dal carattere così impulsivo di questa popolazione, che vive la vita alla giornata e non si preoccupa minimamente del loro futuro, ma questo è un argomento sociale che da solo meriterebbe un lungo approfondimento e che in questo contesto non è il caso di affrontare. A conferma del loro vivere solo nel presente è la netta sensazione che queste persone non parlano quasi mai di date del futuro, al massimo dei giorni della settimana successiva, ma la settimana ancora più in là non la considerano affatto, è troppo lontana per i loro inesistenti progetti.
Le due suore/direttrici stanno facendo un grande sforzo nell’insegnare ai bambini la responsabilità per il loro futuro, per la loro vita, per il contesto e l’ambiente in cui vivono e soprattutto per il loro prossimo, il rispetto per i loro “collegas” , cioè compagni. La cultura della pace e della non violenza è molto importante per ragazzi che tutti giorni nella favela vivono innumerevoli situazioni di tensione ed aggressività fin dalla più tenera età. Inoltre, tutti giorni Estela e le educatrici dedicano diverso tempo a far riflettere i minori sul rispetto e sull’amore che l’uomo deve portare per gli animali, per la natura, e per l’ambiente, utilizzano una didattica di esercizi pratici in cui i ragazzi provano concretamente la differenza tra un comportamento aggressivo nei confronti della natura che li circonda ed invece il rispetto per ciò che la terra produce in termini di piante, alberi, frutti, ma anche acqua ed aria. Hanno potuto per esempio piantare delle piante di alberi all’interno della zona verde dell’aeroporto locale, che si trova a breve distanza dalla comunità. Stanno seguendo la crescita di queste piante nel tempo, ed è una cosa che tutti ragazzi vivono con molto entusiasmo. A turno poi i bambini collaborano nell’orto del centro, innaffiano gli ortaggi e tengono l’orto pulito, tutto in un’ottica di responsabilità e di aspettativa di risultati che si sono prefissi. Per loro poi è molto gratificante mangiare la verdura del proprio orto e mangiare il pesce allevato nel laghetto che si trova al centro di esso.
Nella moltitudine di progetti attivi o da avviare che circonda la Casa dos Sonhos ce ne sono alcuni che in qualche modo vanno ad interagire non solo con bambini, ma anche con le famiglie della comunità di Santo Amaro. Alcune madri di minori che frequentano il progetto, una ventina in tutto, sono attive come volontarie presso il Centro per svolgere mansioni di pulizia, o impiegate nella cucina che ogni giorno sforna piu’ di un centinaio di pasti. A queste donne viene riconosciuto, da parte della Associacao Casa dos Sonhos, che è la Onlus a cui fa capo il centro, un compenso sotto forma di generi alimentari da poter consumare in famiglia, con cadenza settimanale, oppure sotto forma di partecipazione a corsi, di cucito o di cucina che saltuariamente vengono organizzati presso le aule della scuola
L’esperienza vissuta alla Casa dos Sonhos, che questa volta è durata tre mesi è stata molto coinvolgente ed emozionalmente forte sotto tutti punti di vista. Estela e Judith trasmettono dei valori umani ai bambini e alla comunità che pervadono tutto l’ambiente e che sono fondamentali, credo senza esagerare, per la sopravvivenza di tante famiglie e dei loro bambini. Quando durante il periodo delle vacanze il centro rimane chiuso, principalmente ai minori, ma anche alle famiglie, manca quello spazio protetto, caldo, vivo e stimolante che davvero rende la vita più degna di esser vissuta.
Obrigada por tudo o vosso carinho. Grazie Estela e Judith, grazie bambini, per il vostro affetto, i vostri sorrisi, i vostri abbracci. Mi avete insegnato tante cose e un qualcosa di molto profondo si è insediato nel mio cuore, vi porterò sempre con me!”
La volontaria Martha
Un'aula del Centro "Casa dos sonhos"
Bambini del centro
durante l'attività musicale
Gita

