ROMANIA: “Un ottimo progetto e un ottimo team”
A inizio maggio 2009 le due volontarie Isabel Sardu e Roberta Borsari hanno visitato i progetti sostenuti da "aiutare i bambini" in Romania, trattenendosi alcuni giorni anche al Centro Santa Macrina a Bucarest. Al loro ritorno ci hanno raccontato la loro esperienza:"Arriviamo in tarda mattinata a Bucarest, al centro di Santa Macrina dove ci accolgono Padre Ionut e Padre Gabriel, due persone davvero incantevoli. Padre Ionut ci spiega dettagliatamente il loro lavoro e il loro impegno, ci mostra il centro e presenta i vari collaboratori, dall’assistente sociale alla cuoca. Anche Padre Gabriel parla con noi a lungo e ci mostra da subito la parte dell’edificio finanziata da "aiutare i bambini”, spiegandoci a cosa è destinata.
Conosciamo i bambini/ragazzi che vengono ospitati stabilmente nel centro, circa 18 dai 7 ai 17 anni. Si vive come in una famiglia, la giornata è strutturata in colazione, scuola, giochi, pranzo, compiti, ancora giochi, cena, un pochino di relax, doccia e nanna. Il clima è familiare.
All’interno del centro vengono accolti quotidianamente più di 50 ragazzi/bambini che vi si recano per giocare e per mangiare e poi tornano in famiglia. Allo stesso modo vengono accolti interi gruppi di famiglie, cui viene dato cibo e supporto attraverso gli esperti del centro (Psicologa e Assistente sociale).
Le assistenti sociali lavorano non solo per i bimbi del centro, ma anche per tutti gli altri, cercando di risolvere le situazioni più drammatiche.
Uno degli edifici è terminato, uno è terminato solo all’esterno e si sta lavorando all’ interno.
Il progetto è ottimo e in fase di ulteriore miglioramento.
Sicuramente una grande équipe, padre Ionut e padre Gabriel costantemente presenti, e tutti i collaboratori, assistenti sociali, psicologo, la cuoca, l’infermiera e tutti gli altri, sono una squadra ben assortita.
Avendo la scuola dell’obbligo a due passi il Centro è un ottimo rifugio per tutti gli altri ragazzi che lo frequentano quasi come un grande oratorio.
I bambini sono molto affettuosi, stando vicino a loro ci si rende conto di quanto davvero basti essere lì e stare a guardali, mentre fanno un disegno o mentre giocano fino a lasciarsi totalmente coinvolgere nelle loro attività.
L’ultimo giorno c’è l’incontro con alcuni genitori e la visita a due delle case dei bambini. Abbiamo avuto modo di visitare anche “la casa” dove vive un bambino di dieci anni che saltuariamente va al centro a giocare e mangiare: è stato affidato dal tribunale al padre, al quale cercano di toglierlo perché lo costringe a rubare.
Una situazione drammatica, per noi un forte impatto emotivo."
Isabel e Roberta
Isabel
e Roberta
nel nuovo centro
a Bucarest

