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PERU’: “In mezzo a loro non puoi non respirare la gioia per la vita a pieni polmoni”

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La volontaria Serena Cavallini ha visitato il progetto "Una scuola per i bambini lavoratori" in Perù. La Fondazione “aiutare i bambini” ha già sostenuto l’avvio della scuola NASSAE nel periodo 2003-2006. “aiutare i bambini” copre parte dei costi di alimentazione, materiali e rimborso insegnanti per un costo di 5.000 euro.

13 Aprile’09:  il mio primo giorno di scuola! Inutile descrivere l’emozione che provavo, le gambe che mi tremavano e la paura di non essere all’altezza che mi aleggiava sulla testa…il mio compito era quello di affiancare 3 bambine di circa 8 anni per aiutarle a leggere ed a scrivere. Probabilmente mi ero immaginata un’entrata un po’ più graduale nella scuola, e questo mio ruolo mi spaventava un po’. Che dire… La paura è passata in un attimo quando, appena arrivata nella strada che porta alla scuola, ho visto corrermi incontro una bambina che a braccia aperte mi urlava “Señoritaaaaaaaaaa”!! I bambini possono essere angeli o demoni, ma sanno sempre indicarti la strada ed a modo loro ti prendono per mano e ti accompagnano passo passo.
 I giorni di scuola iniziavano prestissimo, sveglia alle 6.30, mezz’ora di autobus per arrivare ed inizio delle lezioni alle 8. I bambini arrivavano tutti pressati e sorridenti nell’auto del marito di Lucy, la responsabile della scuola, il quale si occupava di andarli a prendere in punti strategici vicini alle loro case per accompagnarli alla scuola. Generalmente riuscivamo a far entrare i bambini nelle loro aule dopo una buona dose di suppliche!! La scuola è stata allestita nella casa di Lucy, lo spazio adibito a scuola è stato suddiviso in tre aule più una biblioteca. Proprio quest’ultima era diventata la mia classe e fra libri, una lavagna (su cui i pennarelli non scrivevano quasi mai!!), un caldo pesantissimo e mille risate si svolgevano le mie lezioni! Entrare in contatto con questi bambini non sempre è stato facile, escludendo l’aspetto ludico. I vissuti che si portano sulle spalle sono pesantissimi ed a volte raccapriccianti, cosicché a volte le loro reazioni ti spiazzano e tu non sai fino a che punto puoi spingerti e soprattutto non sai da dove cominciare per guadagnarti la loro fiducia. Ma in fondo non c’è niente di particolare che si possa fare, i bambini ti “sentono”, ascoltano l’energia che tu li mandi e decidono autonomamente se darti la loro fiducia oppure no… Quando si amano i bambini, loro amano noi ancora di più!
 E così è stato. Il sentimento che si respirava fra le aule di questa scuola era amore puro, l’amore per la vita che si leggeva negli occhi scintillanti di questi bambini peruviani, poveri, a volte sporchi, a volte senza quaderni e matite, che alcune mattine arrivavano a scuola senza aver fatto colazione e si addormentavano sul banco per la fame o il sonno per essersi svegliati all’alba per aiutare la mamma con i fratellini più piccoli o per aver già lavorato qualche ora sugli autobus a vendere caramelle… Quella con cui mi sono scontrata in questi mesi è sicuramente un’immagine di infanzia poco concepibile per noi occidentali, per noi che veniamo dalla parte “giusta” del mondo…violenze ed ingiustizie sono un connubio quotidiano per questi bambini, che nonostante una realtà non facile conservano un animo pulito, occhi vivi e sinceri, sorrisi che ti catturano e risate cristalline che ti riempiono il cuore. In mezzo a quei piccoli “mostri” non puoi non respirare la gioia per la vita a pieni polmoni, e ringrazi di essere vivo.
Oltre al normale svolgersi delle lezioni ci sono stati anche altri eventi ai quali ci siamo dedicati.
Il 1° di Maggio si è svolta una marcia nel centro di Lima per la tutela del lavoro infantile, perché questi bambini possano svolgere un lavoro degno e rispettoso della loro persona ed essere tutelati. La scuola NASSAE ed altre scuole simili, insieme ad alcune associazioni, hanno sfilato per le strade del centro di Lima mentre molte persone guardavano incuriosite ed altre davano il loro consenso ormai abituate a questo evento annuale. Noi avevamo dialogato con i bambini per tutta la settimana precedente, per raccogliere da loro idee ed opinioni sul lavoro infantile e tutti insieme ci eravamo dedicati a costruire maracas colorate, mantelline trasparenti sulle quali avevamo scritto frasi proposte dai bambini, oltre ad un pupazzo gigantesco che portavano sorreggendolo con dei bastoni. I bambini erano emozionatissimi di sfilare con le loro mantelline e le maracas in mezzo a così tanta gente, i più piccoli forse non capivano fino in fondo quella giornata, ma erano lì con tutto il loro splendore!
Altro momento importante è stato il corso di formazione promosso da Ifejant, organizzazione che promuove, fra le altre cose, prestiti per i NATs (ossia bambini e adolescenti lavoratori). L’idea di un prestito per la scuola si rende necessario per i 3 laboratori di produzione che sono stati organizzati: uno di bigliettini in filigrana, uno di bijoutteia ed uno di oggetti in cuoio. A produrre sono gli stessi bambini che con il prestito potranno comprare il materiale iniziale per le 3 diverse produzioni, dalle quali ricaveranno un guadagno personale.
Spesso Lucy si incarica di preparare la colazione che viene servita al momento della ricreazione ed è bello vedere come i bambini preparano la sala con entusiasmo, perché “el desayuno” è prima di tutto un momento di condivisione! Dopo ogni colazione ed alla fine della mattinata sono i bambini stessi che si occupano delle pulizie delle aule e di lasciare tutto in ordine, con la consapevolezza che quell’ambiente li appartiene e per questo devono averne cura.
Qualche volta ho organizzato qualche piccola escursione nel centro di Lima, e non so dire chi fosse più emozionato fra me ed i bambini!!!
Fra un’esperienza e l’altra è arrivato anche il momento del rientro in Italia. Ho pensato più volte a cosa fare, stretta nella morsa fra la voglia di rimanere nella scuola e la voglia di riabbracciare la mia realtà…per vari motivi sono di nuovo a casa, dopo una bellissima festa di “addio” nella scuola. Io ho pianto senza interruzione per ore, ma ho visto anche molti bambini piangere e mi sono chiesta molte cose. Non so per loro cosa abbia significato quell’ARRIVEDERCI, forse un altro abbandono? Un altro dolore? 3 mesi sono sufficienti per instaurare profonde relazioni, per abbandonarsi uno nell’affetto dell’altro…Ho visto i bambini accogliere con braccia e cuore aperto l’amore che sentivo di poter darli ed alla fine l’ennesima volontaria se ne è tornata alla sua calda e protettiva casa con la sensazione di aver tradito, in parte, quei bambini… Sicuramente ancora scossa dalle mille emozioni contrastanti che mi porto nel cuore, mi sono chiesta quanto giusto fosse creare qualcosa per poi lasciarlo a metà improvvisamente per tornare alla propria vita.
La scuola ha enormemente bisogno di volontari che possano appoggiare questo progetto con anima e corpo. Attualmente nella scuola c’è Lucy che coordina e si occupa della classe intermedia, Sonia che si occupa dei più piccoli e Ivan che si occupa dei più grandi, quando è libero dall’università. Per questo sarebbe urgente il supporto di altri volontari, purché siano persone che vivono la vita appassionatamente, con il cuore aperto alle mille emozioni che si incontrano nella scuola NASSAE!!!
Io son tornata a casa con la promessa che prima o poi ritornerò a camminare fra le aule di questa speciale scuola!
                                                         
Serena Cavallini

Serena con i bambini della scuola

Serena con i bambini della scuola

Nata nel 2004, la scuola popolare NASSAE si rivolge principalmente a bambini lavoratori.

Nata nel 2004, la scuola popolare NASSAE si rivolge principalmente a bambini lavoratori.

Qui hanno la possibilità di divertirsi,

Qui hanno la possibilità di divertirsi,

studiare,

studiare,

seguendo un percorso scolastico adatto alle loro esigenze.

seguendo un percorso scolastico adatto alle loro esigenze.