Terremoto in Abruzzo: "aiutare i bambini" visita le zone colpite dal sisma
Alessandro Volpi, Responsabile dei Progetti Italia e del Volontariato, racconta la sua esperienza.Dopo aver incontrato alcune volontarie di “aiutare i bambini” in Abruzzo e solo dopo aver verificato insieme a loro e alle autorità competenti, le reali esigenze del territorio, abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi per realizzare tre progetti concreti a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma.
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Dalle zone colpite dal sisma ecco la testimonianza diretta di Alessandro Volpi, Responsabile per "aiutare i bambini" dei Progetti Italia e del Volontariato:
"Sembra agosto, tutte case chiuse, finestre chiuse come se la gente fosse in vacanza. Ma non è cosi.
Iniziamo. Contatto con la terra a Colle Pietro.
Parliamo con negoziante che parla di paure, di case che si muovono, di culture di zafferano.
Con noi c’è un a volontaria che ci offre l'agriturismo del nonno che poi conosceremo, un abruzzese cha ha un vissuto di emigrante in Venezuela, fiero della sua storia, e con le lacrime agli occhi per la tragedia della sua terra.
Poi andiamo a Fossa dove incontriamo una nostra volontaria, amministratrice di un comune di 600 anime, qui le persone hanno voglia di ricostruire, di far sentire il senso della comunità e li si identifica il nostro potenziale progetto relativo alla ricostruzione di una scuola.
Sono una ventina i bambini del territorio, è la prima scuola aperta nel territorio, ma non troppo famosa per finire sotto i riflettori come prima. Intorno svettano tende blu, ogni luogo, ogni valle: svettano tende blu della protezione civile, oppure tende improvvisate davanti alle case. La gente convive con la paura, con la paura del ricordo. Dorme in macchina, dorme sul divano vestita. La casa è tutto un mondo e per molti il mondo non c’è più…o forse è solo dimenticato per 20 secondi, il tempo che molti ricordano della scossa di un terremoto.
Faccio fatica a non piangere! Un pianto forse che vuole essere di condivisione, di allontanamento della tensione.
Berta, la volontaria amministratrice di Fossa, è stremata, stanca, ma conserva la voglia di risalire, di risalire alla dimensione di un popolo che vive per e con la terra propria.
Ovunque tetti disfatti, case aperte come se fosse un museo dei ricordi.
Le persone? Vivono la vita del quotidiano…ogni macchina vicino ad un campo sembra una valigia: vestiti, medicinali sul cruscotto, coperte…quel poco o quel TANTO recuperato dalla propria casa, che è in attesa di una dichiarazione: agibile o inagibile?
Noi turisti del terremoto siamo affranti dal vedere la fatica del tempo, della pioggia e del sole, che sforza contro questi corpi che vogliono darsi da fare.
Vediamo e parliamo con una barista che dice che sono “l’unico caffè del posto” e che qui sono drogati dal caffè… ai tempi si faceva la scorta del sale... oggi il caffè è un elemento che connette alla vita di sempre, al rito del caffè che segna inesorabile il senso della giornata. Piccoli grandi riti...
Alle 20.00 abbiamo finito il nostro giro. Siamo al sicuro, ci diciamo, pensiamo che una famiglia si accontenta di un tetto blu, di un fondo di terra, di un bagno chimico e di una terra intorno che non ha smesso di urlare..."
Alessandro Volpi, 16 aprile 2009
"aiutare i bambini" si è recata nelle zone colpite dal terremoto per verificare, insieme ad alcuni suoi volontari e alle autorità competenti, le esigenze del territorio
Alessandro Volpi (Resp. Porgetti Italia e Volontariato) insieme a Berta Giacomantonio, Assessore alla Cultura del Comune di Fossa (AQ) e volontaria di "aiutare i bambini"

