REP.DOMINICANA:"I bambini sono seguiti sul piano educativo, economico e familiare"
Le volontarie di “aiutare i bambini” Chiara Vallese e Lorena Sozzi si sono trattenute in Repubblica Dominicana dall’8 al 29 marzo 2009 visitando i progetti di Santiago: Los Perez e Los Platanitos.Si sono recate anche ad Haina, nelle scuole di Bella Vista e El Cacique y California.
Questa la loro relazione:
“One’ Respe, attraverso interventi di prevenzione, informazione, cura e istruzione, promuove la solidarietà e l’eliminazione del pregiudizio in zone caratterizzate dalla difficile convivenza tra Haitiani e Dominicani.
Noi abbiamo lavorato all’interno di due comunità, a Santiago (scuole di Los Platanitos e Los Perez) e ad Haina (scuole di Bella Vista e El Cacique), inserite in un contesto disagiato, ad alto tasso di criminalità e con scarse condizioni sanitarie e igieniche
Durante la nostra visita si è verificata anche un’epidemia di rabbia provocata dai cani randagi della zona.
Nei quartieri di Haina ulteriori aggravanti sono: la presenza di un’enorme discarica alle porte di El Cacique, il ristagno delle acque del fiume che scorre al suo interno e l’accumulo di spazzatura. Il tasso di inquinamento è anche dovuto a una vecchia fabbrica di uranio, che rilascia un’elevata quantità di piombo nell’aria, contribuisce a rendere la zona tra le tre più inquinate al mondo e provoca gravi problemi cutanei e alle vie respiratorie.
Tale situazione si riflette anche a livello cognitivo, con bassi punteggi ai test e nelle performance scolastiche, spesso associabili a lesioni cerebrali, in gran parte causate dalle critiche condizioni ambientali.
Abbiamo svolto attività di assistenza e supporto durante le ore scolastiche, di intrattenimento nei giochi e nelle ore di ricreazione.
L’osservazione dei comportamenti dei bambini in classe e dei metodi di insegnamento ci è stata di aiuto nella compilazione delle schede di adozione del progetto di Haina.
Emerge che, dando ai bambini stimoli nuovi e interessanti, viene favorita l’esplorazione, tappa essenziale dello sviluppo, e si migliora anche l’apprendimento.
Il progetto delle Scuole Comunitarie di Haina é in fase di svolgimento.
Nei due edifici sono presenti due aule all’interno delle quali si alternano, nel corso della giornata, i quattro corsi, ognuno seguito da un’insegnante; in ogni scuola una cuoca si occupa della dieta alimentare dei bambini durante le ore di ricreazione.
I fondi vengono impiegati per fornire il materiale didattico idoneo e, se necessario, abiti per permettere ai bambini andare a scuola.
L’intervento si attua attraverso la formazione e il monitoraggio dei metodi di insegnamento, l’introduzione di strategie educative più idonee ed efficaci: l’utilizzo dei regoli per apprendere la matematica e la logica, l’uso del metodo di Doman per sviluppare abilità linguistiche e simbolico-rappresentative.
I bambini sono seguiti sul piano educativo, economico e familiare. Per quanto riguarda il supporto psicologico, ai bambini segnalati dalle insegnanti, vengono somministrati test idonei.
Dai colloqui emerge che la maggior parte delle difficoltà di apprendimento sono riconducibili a problemi emotivi: aggressività e iperattività, dovute a rapporti conflittuali, abusi e incuria.
Per questo uno degli obiettivi principali di tale intervento é di operare entro il nucleo comunitario e parentale, per modificare le dinamiche di relazione e rinforzare la figura del genitore perché sia modello di identificazione del bambino.
L’aggressività accomuna le condotte di molti dei bambini: il gioco é violento, spesso rischioso, i bambini si spingono e ricorrono alle mani. Per contrastare il fenomeno sono state fornite alle insegnanti strategie come la riduzione del tono di voce, la modulazione della gestualità, sottolineare le capacità e i successi, non penalizzare i fallimenti.
La scelta di formare insegnati del luogo, molto positiva, apporta un enorme beneficio ai bambini e mantiene la loro cultura.
Grazie al lavoro di volontari e insegnanti i bambini risultano attenti, intuitivi e stimolati.
Il progetto di salute di El Cacique, nonostante il suo successo e la sua efficacia, e’ attualmente concluso e non rinnovato per mancanza di fondi.
Il progetto di Haina, assai utile e importante, incontra dei problemi: per la critica condizione di vita dei nuclei familiari, molti costretti a continui spostamenti. Alcuni bambini, separati dalle famiglie, devono vivere con i nonni, in alcuni casi vittime di maltrattamenti anche da parte di questi. Ne deriva una difficoltà anche nel monitoraggio delle adozioni a distanza, é arduo localizzare con esattezza tutti i bambini. L’estrema pericolosità del luogo limita le attività dei volontari all’interno della comunità, rallentandone il lavoro nelle scuole.
In un quadro così drammatico è da considerarsi di estrema importanza il mantenimento, lo sviluppo e l’ampliamento di progetti finalizzati al recupero e al miglioramento delle condizioni dei bambini in primo luogo, e a beneficio di tutta la comunità poi.”
Chiara e Lorena
Le volontarie Chiara Vallese e Lorena Sozzi con i bambini incontrati durante la loro esperienza di volontariato
Grazie alle adozioni a distanza si coprono i costi per i salari di due maestre,
le colazioni diarie, i materiali scolastici, le attività della scuola
e i costi medici legati al programma di salute interno alle scuole.

