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Costruzione di due pozzi nella regione del Turkana

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Nº progetto: 537

Tipologia: Assistenza sanitaria

Campagna: Manca l'acqua!

Paese: Kenya

Località: Regione del Turkana

Numero bimbi beneficiari: 10.000

Scopo: Portare l’acqua alle popolazioni dei villaggi desertici di Losajait e Lokitaung

In corso: Si

IL CONTESTO:

L’intervento ha luogo nel distretto del Turkana, regione che ha una popolazione di circa 500,000 abitanti, con una densità di 6,5 persone per km/q. Il tasso di mortalità infantile è di 200 ogni 1000 bambini nati.
I Turkana tendono a conservare il loro stile di vita di pastori nomadi, sebbene ciò garantisca solo un livello di sostentamento; la pastorizia è la loro fonte principale di sussistenza: gli animali costituiscono la base dell’alimentazione (carne, latte, sangue), forniscono pellame (la dote per il matrimonio) e sono usati per scambi commerciali e per soddisfare i vari bisogni  della famiglia.

La pastorizia è la loro fonte principale di sussistenza: gli animali costituiscono la base dell'alimentazione, forniscono pellame, la dote per il matrimonio e sono usati per scambi commerciali e per soddisfare i vari bisogni della famiglia.
Un’altra risorsa di introiti proviene dalla pesca lungo il lago Turkana. Il lago Turkana è un grande lago, lungo 60 km e largo dai 30 ai 60 km. Tuttavia le sue acque non sono potabili, né possono essere usate per l’irrigazione a causa dell’alto contenuto di sodio.

Nella regione ha recentemente suscitato molte perplessità il progetto di costruzione di una diga sulle foreste del lago Turkana; il lago si trova in mezzo al deserto e bastano poche modifiche ambientali per stravolgerne completamente l'equilibrio (lo dimostrano i vari periodi di siccità degli ultimi anni). Il lago Turkana è molto grande, non ha emissari e quindi ha un'alta concentrazione di minerali.
Ad oggi sono diverse le iniziative per fermare la costruzione della diga e Padre Dario, il responsabile del progetto, spera solo che prevalga la ragione: se le risorse devono essere condivise, devono esserlo in modo che siano utili a tutti.

In termini di servizi per le popolazioni autoctone del distretto del Turkana, molto poco è stato fatto dal governo keniota. La questione idrica è stata gestita soprattutto dalla Chiesa; molti dei pozzi, delle cisterne ed opere di contenimento delle acque sono state realizzate e continuano ad essere gestite dalle varie organizzazioni religiose.
La richiesta d’acqua per uso domestico e per il bestiame non  riesce ad essere soddisfatta: la maggior parte delle popolazioni rurali a stento riceve abbastanza acqua per i propri bisogni, persino considerando un minimo consumo di 10 litri a testa al giorno.
Nel Turkana, con le alte temperature esistenti, la poca acqua viene usata per dissetarsi e per uso domestico. L’igiene personale viene quindi considerata di secondaria importanza; la mancanza di disponibilità d’acqua si evince dalla mancanza d’igiene, soprattutto tra i bambini dai 6 ai 12 anni. Inoltre si è stimato che le precipitazioni negli ultimi trenta anni si siano ridotte circa del 30%.


IL PROGETTO:

Il progetto è presentato dall’Associazione Pilon Onlus, in collaborazione con i missionari comboniani rappresentati da Dario Laurencig impegnato nella regione del Turkana. I missionari sono nella regione da 30 anni a Lokichar e Nakwamekwi; negli anni hanno sviluppato interventi a favore della popolazione della regione attraverso progetti idrici ed educativi.
L’obiettivo della missione è quello di dare alla popolazione del Turkana la possibilità di svilupparsi mantenendo il proprio background sociale ed economico.
Ben consapevoli delle grosse necessità della regione, i comboniani hanno redatto un piano pluriennale che evidenzia i bisogni primari della popolazione e che prevede diversi interventi.

Il progetto proposto consiste nella trivellazione di 8 pozzi e si configura come estensione delle attività implementate nel 2008-2009: la Fondazione ha infatti supportato nel 2008 la costruzione di un asilo e nel 2009 la costruzione di due pozzi nelle località di Losajait e Lokitaung.

Losajait si trova a circa 80 Km a Nord-Ovest di Lodwar, capoluogo del Distretto Turkana, sulla strada verso Lokitaung. La decisione della trivellazione di questo pozzo è scaturita dalla presenza di una scuola primaria che è anche l’unica in un vasto territorio. Sono presenti un centinaio di studenti.

Anche il pozzo costruito a Lokitaung è di importanza strategica: la località si trova al Nord della regione Turkana, a circa 220 Km dal capoluogo Lodwar. E’ un avamposto vicino al confine con l’Etiopia. Qui un Istituto di Suore originarie dell’Ecuador ha fondato un Centro per le ragazze orfane e nomadi che non avrebbero altra prospettiva che di un matrimonio precoce. Ci sono una cinquantina di bambine che frequentano questo centro, ma è solo agli inizi ed è in continua espansione. Un pozzo era già stato trivellato in passato, ma dava pochissima acqua che non bastava nemmeno per bere. Con la trivellazione del nuovo pozzo, si aprono nuove prospettive di espansione del Centro e c’è la possibilità di dare acqua anche alla popolazione attorno al Centro.

Dopo questa prima fase Padre Dario è riuscito ad ottenere i permessi di trivellazione per i prossimi pozzi al Nord del Turkana.

Durante l’ultima visita in Turkana del rappresentante di Poilon nel giugno 2009 è stato possibile individuare con Dario Laurencing una zona lunga 165 chilometri, dove attualmente sono presenti solo due pozzi funzionanti. Da qui è nata l’idea di implementare un nuovo progetto per poter realizzare un pozzo ogni 20 chilometri.
Ogni pozzo è supervisionato da un capo villaggio che designa un team di persone deputate alla periodica manutenzione trimestrale. Queste persone vengono formate direttamente da Fratel Dario e dai suoi collaboratori.
Per eventuali problemi maggiormente complessi Fratel Dario ha un team di due persone in grado di riparare le pompe manuali. Per ridurre ai minimi rischi di rottura delle pompe vengono utilizzate quelle che nel corso degli anni hanno garantito la migliore affidabilità.

Nelle famiglie sono spesso i bambini che devono occuparsi dell’approvvigionamento idrico, devono fare ogni giorno parecchie ore di cammino per andare a prendere l’acqua.
La frequenza scolastica e il relativo rendimento è seriamente compromesso da questa attività.
La mancanza di acqua potabile è inoltre la causa di molte malattie ed epidemie che affliggono specialmente i bambini in particolare durante la stagione secca.  A causa dell’acqua malsana i bambini sono soggetti a frequenti diarree, e spesso per mancanza di igiene appropriata presentano malattie della pelle come la scabbia, tutto ciò crea un’emergenza sociale e sanitaria.


COSA FA "aiutare i bambini":

Alla Fondazione è richiesta per la seconda annualità un contributo di 20.000 euro per la costruzione e l’implementazione di due pozzi. Non solo è molto elevato il numero dei beneficiari diretti del progetto proposto, ma sono altrettanto elevati i beneficiari indiretti: ogni pozzo garantisce acqua potabile per circa 5.000 persone e consente di dare acqua al bestiame, unica fonte di sostentamento della popolazione nella regione.

Per costruire i pozzi nella regione del Turkana, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Padre Dario Laurencig è il Responsabile in loco del progetto, invierà una relazione dettagliata sulla costruzione dei pozzi e sull’avanzamento dei lavori. Il progetto è stato visitato nel maggio 2010 da un volontario.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

18 gennaio 2011 - Terminata la costruzione del secondo pozzo

2 agosto 2010 - Terminata la costruzione del primo pozzo!, continua il progetto nella seconda annualità per costruire altri pozzi

16 gennaio 2010 - E' terminata la costruzione dei pozzi! 

La regione desertica del Turkana

La raccolta quotidiana dell'acqua

Un bambino beneficiario del progetto