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Adozione a distanza dei bambini di Esmeraldas

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Nº progetto: 194

Tipologia: Adozioni a distanza

Campagna: Adozioni a distanza

Paese: Ecuador

Località: Esmeraldas

Numero bimbi beneficiari: 62

Scopo: Garantire ai bambini discriminati il completamento degli studi di base

In corso: Si

IL CONTESTO:

Esmeraldas, situata sulle colline bagnate dall'Oceano Pacifico, è conosciuta come la capitale del ritmo e della cultura nera in Ecuador. Gli abitanti di questa cittadina, circa 100.000, sono per la maggioranza "mestizos" o "morenos", scuri di pelle perché discendono degli antichi Indios o dagli Africani portati qui come schiavi al tempo della scoperta dell'America.
Abitano nella zona più bassa della città e lungo le rive del fiume, dove si susseguono, addossati l'uno sull'altro, i barrios, quartieri periferici intensamente popolati. Vivono emarginati, isolati e disprezzati a causa del colore della pelle: ai loro figli le scuole della città sono precluse.
La famiglia non esiste come nucleo di amore, di unione e di fedeltà. Sono troppe le mamme quindicenni o poco più che, dopo brevi periodi di convivenza con i loro compagni, vengono regolarmente abbandonate con i figli. In questo ambiente disgregato l'educazione sembra l'unico possibile strumento per un cambiamento reale e duraturo della società.


IL PROGETTO:

Consapevoli della necessità di intervenire nell’educazione dei bambini, le Suore dell’Ordine della Piccola Casa della Divina Provvidenza del Cottolengo di Torino hanno costruito, tra il 1993 e il 2002, una scuola materna per 120 bambini. Per consentire a quelli che uscivano dalla scuola materna la continuità degli studi è stata costruita nel 2002 la scuola elementare destinata ai bambini più poveri, con la collaborazione degli abitanti e persino dei gruppi di pandilleros del quartiere (bande giovanili), sensibili allo stato di emarginazione e analfabetismo cui erano fatalmente condannati i propri figli.
La scuola, riconosciuta dal governo come “Unidad Educativa Fiscomisional” (vale a dire come scuola parificata) è andata crescendo in questi anni, aggiungendo altre classi fino a completare anche il ciclo di scuole medie.
Per gli abitanti è funzionante anche un centro medico, costruito anche grazie ad un contributo di “aiutare i bambini”.
Grazie all'instaurarsi di questo rapporto di stima e collaborazione con la comunità, oggi la situazione del quartiere è realmente migliorata: è stato realizzato un sistema fognario, le strade sono state asfaltate, ognuno ha compreso l'importanza della pulizia e cerca di contribuire spazzando il pezzo di strada davanti alla propria baracca. Ma soprattutto non esistono praticamente più i gruppi di pandilleros: la vita nel quartiere è diventata più sicura.
Ad oggi sono circa 580 i bambini che frequentano la scuola: 130 nella materna, 330 nelle elementari, 120 nelle medie. Per chi riesce e vuole continuare a studiare vi sono scuole tecniche gestite dal Vicariato e improntate all’acquisizione di capacità lavorative (meccanica, falegnameria, chimica), oppure scuole pubbliche, che però sono carenti sul piano educativo.
Per gli abitanti e i bambini del quartiere la scuola è diventata un vero e proprio punto di formazione e riferimento. Periodicamente vengono organizzati degli incontri formativi anche per i genitori, per imprimere loro valori fondamentali come quello dell'igiene, del rispetto e della pulizia.


COSA FA "aiutare i bambini":

La scuola é riconosciuta dal Governo, che contribuisce in minima parte ad alcune delle spese di gestione. La retta che permetterebbe l'auto-sostentamento dell'istituzione é di 25 $ al mese, ma pochissime famiglie possono permettersi di pagarla. Per questa ragione "aiutare i bambini" ha avviato e sostiene, dal 2005, un programma di adozione a distanza. Il supporto serve principalmente per pagare l’iscrizione a scuola (riducendo la retta da 25$ a circa 5$), favorire l’educazione dei bambini inseriti nel programma, offrire loro alimentazione e assistenza medica.
La gestione della scuola e del progetto di adozione a distanza ha vissuto, nel 2008, un periodo di difficoltà gestionale dovuto al rientro in Italia per motivi di salute di Suor Piera del Pero, fondatrice e manager della scuola. A novembre dello stesso anno Stefano Oltolini, responsabile dei progetti di “aiutare i bambini”, ha visitato il progetto, incontrandosi con Suor Alda, la nuova responsabile nominata dalla congregazione in sostituzione di Suor Piera, ed è stato predisposto un adeguato programma di aggiornamento periodico delle schede. Dopo 3 anni, anche Suor Alda è ora stata sostituita da una suora più giovane, Suor Giusi, la nuova responsabile del progetto.

"aiutare i bambini" ha quindi rinnovato il suo sostegno al progetto di adozione a distanza anche per l'anno 2011, con una donazione di 15.000 euro.

Per saperne di più sulle adozioni a distanza >>


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Le suore inviano periodicamente le informazioni sul progetto. Ogni estate vengono inviati volontari di “aiutare i bambini” che, oltre a giocare con i bambini, aiutano le suore nella preparazione degli aggiornamenti delle schede dell’adozione a distanza.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

•  16 dicembre 2011 - Auguri dai bambini di Esmeraldas
•  6 novembre 2011 - Francesca Abeltino ad Esmeraldas
•  30 marzo 2011 - Elena e Mariateresa con i bambini 
•  26 novembre 2009 - I volontari Anna e Giampiero a Esmeraldas
•  11 ottobre 2007- Le volontarie Sabrina e Barbara hanno incontrato i bambini adottati a distanza
•  15 novembre 2006 - "La scuola è l'unico punto di riferimento per i bambini", testimonianza delle volontarie Annamaria e Barbara

I bambini di Esmeraldas

'aiutare i bambini' sostiene 62 bambini tramite l'adozione a distanza

La Fondazione ha già contribuito alla costruzione di un centro medico per gli abitanti della zona

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