BANGLADESH: visita ai bambini Murung
Francesco Caruso, Regional Manager per la Fondazione "aiutare i bambini", ha visitato il progetto di adozione a distanza a Thanchi , nel Bangladesh delle minoranze tribali.Ecco il suo racconto e le sue impressioni:
"Il viaggio verso il centro Asar Alo Mru e' di quelli lunghi: 6 ore in bus da Dhaka, su una delle strade piu' pericolose dell'Asia, poi jeep per altre 5 ore, verso le colline del Chittagong Hill Tracts.
A Bandarban, capoluogo della regione collinare, presentiamo ai militari il permesso di transito e incontriamo la nostra scorta: 6 poliziotti che hanno il compito di proteggerci da eventuali pericoli. Questa e' una novita' decisa dal governo militare qualche mese fa; Padre Lupi mi dice di non aver mai percepito alcun pericolo in anni di visite ed e' anzi annoiato perche' non solo dovremo pagare i costi di viaggio dei poliziotti, ma questi ci seguiranno fino a dentro il centro. Fucili e bambini dovrebbero sempre stare lontani, ma questo e' il Bangladesh nel 2008.
Dopo una salita che il gran caldo fa sembrare piu' lunga e ripida di quanto non sia arriviamo infine al centro. Che cambiamento, qui c'è tanta vita, i bambini ci corrono incontro per salutare Padre Lupi e poi in gran fretta spariscono nuovamente. I poliziotti si sistemano e noi, accompagnati dal direttore del centro facciamo una prima visita del centro. Le strutture originarie in bambu'copia delle tradizionali case locali sono state sostituite da belle casette in cemento, un sistema idrico permette di avere acqua corrente portandola a valle da un laghetto a 2 km di distanza, pannelli solari forniscono elettricita' alla sera, piante e fiori ovunque. Ovunque un bel senso di pulizia ed ordine. Entriamo nei dormitori ed ecco i bambini! ci sono 3 dormitori, 1 per le bambine (17) e 2 per i maschi. In tutti e tre si respira aria allegra. Si vede che questi bambini stanno bene qui. I dormitori sono semplici ma pulitissimi, rallegrati da meravigliose fotografie di villaggi, paesaggi locali, donne e uomini in costumi tradizionali.
Esiste ancora una casetta in bambu', dedicata ai genitori che scendendo al mercato si fermano a trovare i figli al centro. la casa e' esattamente come quelle dei villaggi e quindi assolutamente famigliare per i visitatori. Oggi cé' una mamma scesa con il figlio neonato a trovare la figlia. E'un'idea davvero bella quella di mettere a disposizione una casetta per i genitori: i bambini vanno a casa solo 2 volte all'anno durante le vacanze (15 giorni ogni 6 mesi). Alcuni devono camminare per 2 giorni per tornare a casa (con genitori o altri parenti).
In oltre un'ora di gioco non vedo un litigio, un bambino arrabbiarsi. Il clima e' quello di una grande famiglia.
La giornata tipo dei bambini e' cosi suddivisa:
sveglia intorno alle 6, bagno, colazione e poi lavoretti comuni (pulizia, innaffiare le piante, cura dell'orto) e lavanderia (ogni bimbo lava i suoi vestiti). La scuola inizia alle 9:30. Si torna a casa per pranzo intorno alle 12 e poi alle 3.30. Si gioca fino alle 6 (i bimbi piu' piccoli riposano un'oretta e poi per un paio d'ore i bambini studiano al centro (ogni dormitorio ha anche banchi di scuola, ogni spazio e' usato al meglio). Grazie ai pannelli solari c'e' abbastanza elettricita' per studiare! La cena e' alle 8:30. Poi fino alle 10 tutti in liberta'.
I bambini imparano anche a suonare strumenti musicali tradizionali, a ballare e recitare. Durante la mia visita si inaugura un nuovo salone multifunzionale: teatro, ballo, musica e gioco (sopratutto durante la stagione delle piogge). Non e' ancora completamente finito, verranno giovani artisti a dipingere i muri insieme ai bambini. lo spettacolo dura oltre un'ora: balli, canti, piccoli spettacoli spassosissimi.
Parlo con il direttore e con i maestri: sono curioso di capire meglio come vengono selezionati i bambini: la preferenza e' data ai bambini orfani, ai piu' poveri, a quelli provenienti da villaggi piu' remoti. Ma in ogni caso la propensione allo studio e' un parametro importante perche' ci sono solo 50 posti ed almeno 300 richieste.
I responsabili locali della comunita' mi dicono una cosa bellissima: questo centro, con le sue strutture in muratura, ácqua corrente, l'elettricita', tanti bambini di per se' e' diventato un simbolo positivo e di orgoglio per tutti i Mru. Un segno che la vita dei bambini puo' migliorare e che il loro futuro sara' migliore di quello dei genitori.
E gli stessi bambini, anche quelli che dopo la 5° ritornano ai villaggi hanno capito l'importanza dell'educazione e sono loro stessi a dirmi che una volta adulti faranno in modo che i propri figli vadano tutti a scuola. Sono questi piccoli passi a cambiare, in meglio, una comunita'. Questo progetto e' nato dalla volonta' dei Mru e cresce insieme alla comunita' stessa, un ottimo esempio per tanti altri progetti, ed esserne parte è per la nostra Fondazione un motivo d'orgoglio."
Per saperne di più sulle adozioni a distanza >>
Alcune bimbe davanti al dormitorio
La casa degli ospiti
Padre Lupi nella nuova sala multifunzionale

