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KOSOVO: Celebrata la multietnicità nel villaggio di Janevo

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La Fondazione "aiutare i bambini", in collaborazione con l'ospedale psichiatrico infantile "Paola Sarro" di Pristina, ha sostenuto un programma di riduzione dei conflitti e ricostruzione del tessuto sociale multietnico rivolto a 150 minori da 6 a 16 anni, per metà albanesi e per metà croati e rom , della scuola elementare del villaggio di Janevo.

Finalmente i bambini delle diverse etnie di Janevo si sono uniti tra loro riuscendo a superare le diffidenze reciproche e le ostilità culturali. I workshop attivati dallo staff dell'ospedale psichiatrico infantile "Paola Sarro" di Pristina, che si sono conclusi nel giugno del 2006, sono riusciti infatti a fare giocare assieme amichevolmente tutti i bambini, a far studiare fino a 50 parole della lingua dell'altro ed a insegnare a conoscere e rispettare le tradizioni di ciascuna etnia, si sono celebrate dunque le diverse festività come il natale, il bajram, la pasqua e Gjurgjevdan ( San Giorgio per i rom).
Tutti i ragazzi hanno reagito positivamente all'unione tra etnie in gruppi di lavoro: si sono dimostrati attivi in ciascuno dei gruppi formati, socievoli ed interessati al programma svolto.

Nelle lettere dei bambini che la responsabile di progetto, Nada Morina, ci ha spedito si legge che per loro il progetto è servito per trovare nuovi amici e per imparare meglio la loro lingua.

Riportiamo alcune belle frasi scritte dai bambini:
".anche se il progetto è terminato vorrei che fosse dappertutto come da noi." Ana

"Mi piacerebbe che il progetto continuasse. Vorrei sottolineare che è stato bellissimo!" Adela

"E' stato bellissimo. Ho conosciuto Arabella, Zenina, Adela e Ana." Kushtrim

" Mi piacerebbe tantissimo rivedervi a settembre. Vi voglio molto bene." Muhamet

I bambini al termine dell'anno di attività promosse da centro "Paola Sarro", nel giugno del 2006, avevano manifestato così la loro felicità e gratitudine nell'aver potuto partecipare al progetto di ricostruzione del tessuto sociale nel loro villaggio ed ancora oggi, a distanza di un anno, lo dimostrano quotidianamente rispettando i compagni e le loro tradizioni.
La responsabile di progetto ci ha inviato un ultimo report descrittivo sull'attuale situazione dei bambini; è molto bello per noi poter vedere come dopo un anno si possano ancora continuare a misurare gli effetti che l'intervento ha sui bambini.
All'interno della scuola c'è stato un netto calo dell'aggressività tra gli studenti di origine albanese, croata e rom che sfiora quasi la totale assenza di violenza nelle classi, anzi, i bambini hanno cominciato a frequentarsi anche fuori dalle mura scolastiche e nell'internet caffè che ha aperto di recente nel villaggio.
Ora nella scuola è stata aperta un'entrata unica per tutti contribuendo all'eliminazione fisica delle barriere tra etnie, prima i bambini accedevano all'istituto da porte separate apposta per evitare gli scontri violenti.
Grazie alla notevole riduzione dell'aggressività e della diffidenza è stata riscontrata una maggiore affluenza a scuola ed un più alto gradimento delle lezioni e delle iniziative scolastiche. C'è da osservare però che i legami di amicizia si sono esclusivamente creati tra bambini dello stesso sesso, il progetto non è riuscito a superare anche il tabù dell'amicizia tra maschi e femmine.
Oggi siamo felici di poter misurare i risultati del progetto guardando i bambini giocare tra loro, rispettarsi, celebrare le festività dell'altro e di conseguenza andare a scuola più volentieri.


Il progetto ha voluto ridurre i conflitti tra i bambini di etnie diverse

Il progetto ha voluto ridurre i conflitti tra i bambini di etnie diverse

una bambina della scuola elementare

una bambina della scuola elementare

il piccolo villaggio di Janevo

il piccolo villaggio di Janevo

La gita a Prizren ha aiutato i bambini a stringere amicizia tra loro

La gita a Prizren ha aiutato i bambini a stringere amicizia tra loro