NAPOLI: asilo e bambini 'in trasformazione'!
"aiutare i bambini" aiuta il centro per l'infanzia "Gli anni in tasca" di Napoli che accoglie bambini in situazioni di grave disagio. In particolare "aiutare i bambini" contribuisce all'accoglienza di 4 bambini in fascia d'età 0-3 anni.La Dott.ssa Loredana Genta, responsabile del progetto, ci ha scritto per descriverci le proposte pedagogiche dell'anno scolastico in corso.
Il tema dell'anno scolastico 2007-2008 è "La trasformazione"
Tutto si crea...e nulla si distrugge! Trasformazione come invenzione: atto creativo, le cose da un altro punto di vista; come soluzione creativa alla risoluzione di problemi, come visione creativa del mondo. Io creo e invento perché tutto può essere trasformato, ossia diverso da ciò che sembra o dà ciò che è; io creo e invento senza buttare, ma recuperando i materiali poveri perché il mondo sia più pulito e più colorato, più a dimensione di bambino.
Ogni trasformazione parte prima di tutto da se stessi. La trasformazione è sinonimo di evoluzione, di crescita, di cambiamento.
In particolare il bambino si muove da una situazione di dipendenza totale dalla madre, poi dagli adulti che gli sono di riferimento, nel nostro caso l'educatrice, per avviarsi verso una crescente autonomia ed integrazione rispetto a sé e all'ambiente. Parlare di processo di sviluppo significa innanzitutto definire il cambiamento o il non-cambiamento. La crescita avviene attraverso un rimescolamento dei sistemi di equilibrio acquisiti precedentemente per conseguire livelli superiori, qualitativamente e quantitativamente più integrati ed integranti.
Il programma di formazione permanente per gli educatori realizzato dalla Dott.ssa Loredana Genta sottolinea, quest'anno, l'esigenza e le difficoltà di "adeguarsi ai cambiamenti": il bambino cresce rapidamente e rapidamente modifica il suo modo di relazionarsi alle persone e alle situazioni e il focus è posto su cosa impedisce di "vedere e accogliere" le diverse esigenze del bambino durante la crescita.
In particolare le tematiche riguardo le trasformazioni che più hanno riguardato i bambini accolti sono:
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I cambiamenti nelle capacità del bambino che cresce sono eventi importanti che generano cambiamenti nella relazione. Ogni nuova conquista comporta un riadattamento, una riorganizzazione. Il risultato sarà dato dall'amalgama delle caratteristiche del bambino e delle sue esperienze, il suo sviluppo è quindi il prodotto di un interazione dinamica di adeguamento della relazione. Nella relazione di attaccamento dei primi mesi la coppia madre-bambino sviluppa una modalità comunicativa che ha come obiettivo la "condivisione degli affetti": i bambini sicuri delle loro relazioni d'attaccamento (comunicazione emozionale aperta) spesso protestano un po' quando vengono lasciati soli con un estraneo, in un luogo non familiare, ma so¬no anche capaci di riportare i modelli familiari nell'interazione con altri adulti di riferimento, oltre ad essere forniti di tutta una serie di strategie auto consolatorie (es. pollice). Se non c'è comunicazione emozionale aperta il bambino manifesta difficoltà (è evitante - tiene tutto dentro per troppo stress - è ambivalente -esaspera l'angoscia per ottenere risposta dalla figura d'attaccamento meno responsiva). Più che lavorare solo sull' abituarli (come richiesto dai genitori, spinti dalle esigenze lavorative) è stato importante che i nostri bambini si sentissero sostenuti dalle loro mamme o papà (che, sollecitati, si sono mostrati sicuri delle loro possibilità) e che sviluppassero sufficiente fiducia nei genitori stessi, verificando che viene detta loro la verità. È spesso intorno ai 2 anni l'età nella quale i bambini affrontano la nascita di un fratellino, di una sorellina, o in particolare di un...cuginetto! come per D. che è stato inserito da novembre scorso nel gruppo degli uccellini, venendo incontro alle grandi difficoltà della madre. Per D. è stato inevitabile condividere i genitori, le operatrici, i propri spazi, i propri giocattoli. Per lui è stato importante essere rassicurato sul fatto di essere ancora amato e desiderato. Quattro bambini sono stati incoraggiati ad assumersi piccoli incarichi, a sistemare i propri giochi o la sediolina, ad aiutare a sparecchiare e a mettere in ordine dopo l'attività. Ora riconoscono il simbolo del loro armadietto e i propri oggetti personali. Ogni genitore può imparare a distinguere il pianto da fame da quello da sonno attivando una capacità di osservare e di com¬prendere empaticamente attraverso una modalità comunicativa non verbale. In seguito è il bambino stesso ad attivare strategie di comunicazione più complesse. Dopo una fase di esplorazione dei suoni detta lallazione il bambino inizia ad utilizzare le parole .... poi la curiosità, l'interesse e l'entusiasmo danno origine a nuove capacità verbali. Con l'inserimento al nido numerosi sono stati i mutamenti dell'organizzazione familiare, per esempio uno dei genitori è tornato a lavorare, e sono cambiati i tempi, i luoghi e le persone che si prendono cura del bambino. Questi cambiamenti, vissuti con ansia o sensi di colpa da parte della mamma, hanno generato a A. notevoli difficoltà. La madre ha vissuto il ritorno al lavoro come un sottrarsi al ruolo genitoriale più che un'occasione per il bambino per aprirsi a nuove relazioni. Tale situazione si è riflessa nella presenza saltuaria del bambino che non é riuscito a superare completamente la fase criti¬ca della separazione I giochi in questi mesi sono stati sempre più collaborativi e di gruppo, sono aumentati i giochi imitativi e di ruolo con rappresentazioni tratte da avvenimenti reali, attraverso le quali i bambini esplorano loro stessi e la propria immaginazione con storie fantastiche. Sono au¬mentati i giochi di manipolazione con materiali diversi attraverso i quali stato possibile osservare, agire, progettare per migliorare la coordinazione e i tempi d'attenzione. I movimenti sono diventati molto ampi (raccolti, a quattro zampe, in piedi con le ginocchia morbide, ad orango ... ), d'avanscoperta dell'ambiente circostante; non hanno come meta il raggiungimento di un oggetto ma l'esplorazione dello spazio è il loro obiettivo. Questo è il tempo della scoperta: i piccoli scoprono che esistono maschi e femmine, bambini con occhi o la pelle di colore diverso, e vivono tutto questo come una sorpresa, sono acuti osservatori, notano tutte le differenze e più che paura mostrano curiosità di fronte alle novità, desiderano sapere. Apprendono facilmente cose nuove spesso sopravvalutano le proprie capacità, mettendosi in "situazioni scomode". I bambini hanno esplorato i limiti e nel contempo sono state sostenute le paure di genitori, incitandoli ad avere fiducia nelle possibilità di adattamento dei bambini alle situazioni. Per continuare a dare accoglienza a questi bambini abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu! |
Le stanze gioco

