MILANO: condividere le paure della crescita
Il progetto "Centro studio QiqaSweetHome" si basa su aggregazione, crescita individuale e collettiva per un gruppo di 18 ragazzi fra i 14 e i 17 anni, italiani e stranieri, dando importanza alla conoscenza reciproca e facilitando rapporti d’amicizia.E’ stata data grande importanza allo studio quotidiano, con un sostegno scolastico individuale grazie alla disponibilità di diversi volontari. Il gruppo ha facilitato un percorso di conoscenza reciproca profonda che ha portato a cogliere cambiamenti positivi importanti. Lavorare con un gruppo non troppo numeroso ha dato la possibilità agli operatori di “ritagliarsi” del tempo essenziale per parlare e discutere su comportamenti e azioni attuati o subiti nella quotidianità, da parte del gruppo o del mondo adulto.
Attraverso turni di “pulizia e riordino” degli spazi si è cercato di trasmettere come lo “STARE in un luogo” significhi renderlo il più possibile accogliente e familiare, riflettendo con i ragazzi su come ambienti accoglienti, puliti e luminosi facilitino le attività del corpo e della mente e creino positività e serenità.
Dopo ogni visione di pellicole cinematografiche sono stati preparati laboratori di confronto e riflessione condivisa, sottoponendo ai ragazzi alcune domande alle quali rispondere in autonomia e da condividere in gruppo.
In via sperimentale è stato aperto uno sportello d’ascolto per gli adolescenti coordinato dalla pediatra e neuropsichiatra Dott.ssa Nardini che ha riscosso molto interesse. Per questo si è pensato di promuovere, per i prossimi mesi, momenti di riflessione con la dottoressa denominati “PrevenzioAmiamoci”, centrati sulla prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili e il mondo della droga visto con gli occhi dei ragazzi.
Il Centro si è posto come luogo in grado di fornire supporto e sostegno a valenza pedagogica e formativa, con l’obiettivo di contenere e ridurre il disagio, dove presente, rimandando al ragazzo un contenuto “sufficientemente tollerabile” per gestire emotività e relazione con i pari e con l’adulto.
Il metodo, ritenuto particolarmente efficace, è stato riuscire ad instaurare con ogni adolescente un rapporto di FIDUCIA, che è andato ben oltre le discussioni e le prese di posizioni “forti”, facendo anche del conflitto un momento educativo dal quale ripartire.
Nella verifica realizzata con i genitori, i Servizi Sociali, le scuole, è giunto l’apprezzamento per progetti come questo, assolutamente fondamentali per ragazzi lasciati molto spesso soli ad affrontare tappe particolarmente insidiose del loro sviluppo. Dare ai giovani la possibilità di condividere paure e fatiche del processo di crescita, relazionandosi con coetanei e figure adulte positive, motivano il Progetto Qiqajon e convincono responsabili e operatori a “credere sempre di più” in questo cammino, non privo di difficoltà, ma ricco di emozioni e stimoli.
A dicembre 2011 Alberto Barenghi, responsabile dei progetti Italia di “aiutare i bambini”, ha visitato il Centro QiqaSweetHome, incontrando gli educatori Giacomo e Umberto, e Piera, responsabile dell’intera struttura, con i quali ha discusso sull’andamento del progetto.
Nel corso della stessa visita erano presenti alcuni dirigenti dell’azienda Fastweb, in occasione di una donazione fatta dall’azienda stessa al Centro di 8 biciclette, montate da un gruppo di 60 dipendenti Fastweb durante un laboratorio di team-building. Durante l’incontro tra i dirigenti e i ragazzi del Centro uno di questi ha letto una lettera di ringraziamento e ha raccontato che le biciclette verranno utilizzate per svolgere un’attività di fotografia sul territorio che sfocerà in una piccola mostra. Il momento è stato positivo dal punto di vista del confronto e reciproca conoscenza di due realtà molto diverse tra loro.
Aiutaci anche tu a continuare ad accompagnare nella loro crescita questi ragazzi.
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I ragazzi mentre studiano
L'ingresso del centro
Le bici regalate dai dipendenti Fastwebnet

