TAILANDIA: il centro Mae Sot per i bambini rifugiati
Il periodo di riferimento, da giugno a novembre 2011, è stato piuttosto difficile per il progetto "Accoglienza, cure ed educazione per i bambini rifugiati". Negli ultimi tempi, la boarding house ha sempre cercato di soddisfare l’incessante domanda di posti. Ospitando circa 200 alunni, la controparte ha attraversato un momento impegnativo quando è venuto meno l’appoggio di un altro partner, cosa che è stata confermata solo a giugno, dopo qualche mese di incomprensioni. Si è dovuto quindi essere più attenti alle spese, cercando di tagliare sulle voci non essenziali e su articoli troppo costosi. Al contempo, alcuni genitori hanno contribuito con piccole donazioni, che hanno coperto le riparazioni al dormitorio e alcuni costi una tantum.Naturalmente un’attività chiave della scuola è stata quella nutrizionale. Ogni giorno vengono forniti tre pasti sostanziosi a ogni bambino. Questo significa che la cucina apre alle 4 del mattino, in modo che la colazione sia pronta prima che sia il momento di andare a scuola. Gli alunni e gli insegnanti collaborano affinché i pasti siano ben cucinati e pronti in orario. Gli studenti sono divisi in due gruppi che fanno a turno per cucinare. L’età dei membri di ogni gruppo è eterogenea, in modo che le ‘competenze culinarie’ possano essere imparate e trasferite dai più grandi ai più piccoli. Anche i docenti partecipano a quest’attività e durante il periodo degli esami se ne assumono tutto il carico, in modo da lasciare gli alunni liberi di studiare.
Questi ultimi si sono anche offerti per aiutare nella fattoria del centro, imparando tutto il ciclo della coltivazione, dalla semina, all’irrigazione e infine al raccolto. Quest’anno sono stati coltivati con successo fagiolini, cetrioli, carote, papaya, lattuga, zucca e peperoncini. Tutti sono orgogliosi dei risultati ottenuti e affermano che il cibo sia molto più buono di quello comprato al mercato perché prodotto con metodi naturali. Vicino alla scuola c’è anche un laghetto con dei pesci, che sono utilizzati per l’alimentazione scolastica.
Inoltre agli studenti vengono insegnate altre abilità pratiche. Alcuni di loro sono già diventati dei bravi sarti e ciò allevia i costi di rimpiazzo delle uniformi poiché gli alunni sono in grado di riparare i propri vestiti. Altri studenti hanno anche sviluppato semplici competenze di carpenteria ed edilizia e, lavorando fianco a fianco con alcuni professionisti, hanno rinnovato un piccolo edificio e costruito una copertura per l’area delle docce.
Durante le vacanze di ottobre, un’insegnante e un genitore di uno dei bambini hanno condotto un workshop di danza birmana. Tutti gli studenti hanno apprezzato l’iniziativa, non solo per l’atmosfera allegra e rilassata delle lezioni, ma anche perché è stata per loro un’opportunità per conoscere ed onorare le tradizioni dei loro antenati. Sempre in tema musicale, uno studente più grande ha tenuto delle lezioni di tastiera per gli alunni più piccoli, mentre altri hanno avuto la possibilità di imparare le basi della chitarra e della batteria.
Per quanto riguarda gli aspetti amministrativi, il partner sostiene di aver sviluppato una nuova consapevolezza in ambito finanziario. È stata infatti promossa una gestione più attenta dei fondi scolastici, ad esempio limitando il numero di membri dello staff che possono utilizzarli, designando un responsabile della contabilità e un suo assistente e prevedendo che almeno due membri dello staff debbano essere presenti al momento di ogni transazione.
Nonostante le difficoltà economiche, il nostro partner è grato per la continuazione del sostegno economico: “Vorremmo ringraziare “aiutare i bambini” per aiutarci a fornire educazione, cibo e sicurezza per i 192 bambini sotto le nostre cure. La vostra gentilezza e generosità non verrà dimenticata facilmente da questa generazione di bambini, che hanno l’opportunità di sviluppare le proprie vite grazie al vostro costante sostegno.”
Inoltre lo scorso agosto, le volontarie di “aiutare i bambini” Lorenza e Paola hanno soggiornato per due settimane presso la scuola di Mae Sot.
Le volontarie ritengono la scuola di Mae Sot un progetto valido, i cui punti di forza sono la presenza della Dott.ssa Elisabetta Leonardi e di suo marito John, che abitano nei dintorni, e la tenacia della responsabile Paw Ray.
Il lavoro da fare è comunque ancora molto per garantire un futuro brillante a questi ragazzi. Purtroppo, dopo aver concluso il ciclo scolastico, quelli più grandi si ritrovano spesso senza lavoro e senza la possibilità di ottenere i documenti thailandesi.
Bambine nell'orto del centro
Bambini in cucina
Le volontarie con i bambini
La volontaria Paola
Laboratorio di cucito

