MADAGASCAR: l'adozione a distanza, un grande successo!
La responsabile dei progetti Africa Elena Penco, durante lo scorso mese di ottobre, è stata in missione in Madagascar, dove ha valutato lo stato delle adozioni a distanza e visitato alcune nuove realtà. Ecco gli aggiornamenti dalle scuole in cui è attivo il programma di adozione a distanza di ‘aiutare i bambini’:“La Scuola di Alarobia (quartiere alla periferia di Antananarivo, la capitale) è molto grande; negli anni sono state ampliate le strutture e costruito un campo da basket, una biblioteca e dei laboratori di scienze. Un dispensario medico con due dottori è proprio dietro la struttura e si occupa della cura dei bambini e di attività di sensibilizzazione e prevenzione. Al piano terra c’è una grande mensa per il pranzo: si mangiano principalmente riso e legumi e una volta la settimana carne, uova e pesce. Gli alunni sono in tutto 960, di cui 30 sostenuti attraverso le nostre adozioni a distanza. Per le ragazze c’è una scuola di formazione che insegna taglio e cucito; mentre il liceo ha due indirizzi, scientifico e letterario.
La scuola Espoir de Tsiadana che si trova ad Antananarivo invece ha una classe dell’asilo, le classi delle elementari e le superiori oltre ad un atelier dove le ragazze imparano un mestiere. In questa scuola l’adozione a distanza di “aiutare i bambini” sostiene 89 bambini poveri.
Quattro giorni la settimana la mensa distribuisce il pranzo a 600 bambini su un totale di 800 che frequentano la scuola. Quelli che abitano più vicino rientrano a casa mentre i più lontani e i più poveri restano alla mensa. Il nostro sostegno viene utilizzato per le spese scolastiche dei bambini, per la mensa, per il materiale didattico, per le spese mediche e secondo i casi per un supporto specifico alle famiglie. Anche in questo caso, di fianco alla scuola c’è un dispensario medico che ospita un medico e un’infermiera che si prendono cura gratuitamente dei bambini della scuola.
La scuola di Ampahimanga è il punto di riferimento per i bambini che a Sarodroa terminano le elementari e vogliono continuare gli studi. Per arrivare nel villaggio ci vogliono due ore di strada sterrata da Tanà (Antananarivo). Ad Ampahimanga studiano 370 bambini dall’asilo al liceo, 300 restano a pranzo, gli altri tornano a casa e poi rientrano a scuola. Alcuni arrivano da Sarodroa che dista 6 ore a piedi perciò restano la settimana in case prese in affitto e rientrano il weekend dalle famiglie. In questa scuola sosteniamo 14 bambini di Sarodroa. Le suore mi hanno fatto visitare il “jardin des enfantes”, un orto che viene gestito dalle suore ma che viene anche curato settimanalmente dai bambini della scuola. L’orto è organizzato benissimo: c’è un pozzo per l’irrigazione e i prodotti vengono utilizzati per la mensa scolastica. Questo modello viene riproposto in tutte le altre scuole!
La scuola di Sarodroa invece è piuttosto fuori mano: nella stagione delle piogge le suore la raggiungono a piedi facendo 6-7 ore di cammino. Per andare alla scuola bisogna far tappa ad Ampahimanga e partire di buon mattino, noi siamo partiti alle 4 e abbiamo impiegato 4 ore in auto per arrivare.. Nei mesi di novembre e dicembre la scuola è inaccessibile anche ai mezzi più solidi. A Sarodroa studiano 229 bambini che frequentano le elementari. La povertà a Sarodroa è molto diffusa e nessun bambino riesce a pagare la retta scolastica. Le 86 adozioni a distanza da noi sostenute permettono a tutti i 229 bambini di ricevere un pasto quotidiano e proprio durante la visita sono stati distribuiti a tutti i bambini i quaderni e il materiale di cancelleria. Considerando l’isolamento e la povertà della gente, vedere tutti quei bambini a scuola è un successo e negli anni il lavoro delle suore ha davvero sensibilizzato le famiglie sull’importanza dell’istruzione. Ho potuto visitare l’acquedotto: c’è una fontanella proprio dietro la scuola, ci sono le toilette e un dispensario che ospita il medico e l’infermiera che giungono una volta al mese da Ampahimanga per fare i controlli sui bambini. Anche qui ho trovato un “jardin des enfants” che viene curato una volta la settimana anche dai bambini.
Sono rimasta positivamente colpita da questa visita. Molti aspetti erano a me sconosciuti, per esempio il fatto che per ogni scuola avviata si è pensato da subito di avviare un dispensario medico e un progetto agricolo che coinvolgesse anche i bambini. Ho constatato personalmente quanto l’adozione a distanza sia importante in Madagascar con la certezza di poter dare una chance ai bambini più poveri che non potrebbero permettersi la retta scolastica e non avrebbero dunque alcuna possibilità di riscatto sociale.”
La Fondazione sostiene questi bambini da cinque anni e l’obiettivo è quello di portare tutti i 219 studenti alla fine delle scuola elementari (per le scuole Amhaimanga e Sarodroa) mentre per le due scuole vicino alla capitale la possibilità per i ragazzi è quella di arrivare al liceo ed ottenere il BAC. E’ importante poter garantire a questi 219 bambini la conclusione del ciclo scolastico e sapere che ci arriveranno in tre\quattro anni e non tutti insieme.
La Fondazione sosterrà la continuazione dell’adozione anche per l’anno 2011-2012 con un contributo pari a 36.000 euro: aiutaci anche tu, attivando un'adozione a distanza di un bambino malgascio!
Elena Penco insieme ad alcuni dei bambini adottati a distanza
La scuola di Alarobia
L'atelier di taglio e cucito
Bambini di Sarodroa in classe

