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LECCO: 2 storie di giovani inseriti nel mondo del lavoro

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Paolo Brusaferri, volontario di “aiutare i bambini” che si occupa dei progetti di Borse lavoro, ha visitato il progetto "Borse lavoro nel lecchese" in due occasioni, l’ultima a fine giugno 2011.

Questa la sua relazione:
“Mi sono recato presso il Consorzio CONSOLIDA, dove ho incontrato il responsabile del progetto Marco Bottero e due tutor dell’associazione, Imma Masdea e Simone Donizzetti che mi hanno presentato due casi.

Il primo è un ragazzo che aveva interrotto il percorso di borsa lavoro in un supermercato a causa di difficoltà nel relazionarsi con l’ambiente di lavoro, con i clienti con i colleghi. La sua difficoltà nel rispettare le regole avevano suscitato commenti che non ha gradito; si era sentito isolato e criticato dai compagni e aveva deciso di abbandonare.
Dopo un colloquio teso a far rivisitare al ragazzo le cause del suo mancato inserimento (che all’inizio attribuiva solo agli altri), gli è stato proposto un nuovo lavoro come magazziniere presso un’altra azienda. L’ambiente più giovane, il minor numero di colleghi, l’ambiente più “intimo” (la mancanza di contatto con il pubblico) sembrano aver dato al ragazzo un nuovo entusiasmo e nel nostro colloquio ha mostrato di apprezzare il lavoro offerto.
Anche il tutor aziendale appare una persona matura, direttiva e allo stesso tempo accogliente. Il datore di lavoro, Marco Mauri, si è detto soddisfatto dell’esperienza anche se è presto per fare un bilancio.

L’altro ragazzo è seguito dal tutor Imma Masdea e dai Servizi Sociali; ha un fratello e la figura paterna è inesistente. Si reca al centro con frequenza altalenante.
Dopo parecchie esperienze lavorative con esito negativo, ora lavora in una officina di carrozziere per 8 ore al giorno e si sta ben ambientando.  Vede quest’opportunità come un tassello per la sua crescita personale.

Punti di forza di questo progetto sono:
- i tutor, che hanno una grande tenacia nel seguire le situazioni dei ragazzi; fanno tesoro delle esperienze fatte e “correggono il tiro” in base ai punti deboli riscontrati e propongono situazioni più idonee;
- il coinvolgimento di tutto il contesto sociale nel quale i ragazzi vivono; famiglia, Servizi Sociali;
- la documentazione, molto ben strutturata e le regole seguite con intelligenza (non in modo burocratico;)
-    la grande esperienza consolidata nel tempo;,
-    la profonda conoscenza del territorio da parte del responsabile e  l’ottimo rapporto con le aziende presenti in esso.

L’intervento è coerente con il bisogno del territorio.”

Paolo Brusaferri