SUDAFRICA: novità per Casa Nazareth e il Centro Nutrizionale
“aiutare i bambini” sostiene ad Outdtshoorn due progetti:- “Casa Nazareth” è una casa alloggio che accoglie bambini in stato di abbandono: può accogliere fino a 10 bambini contemporaneamente (sta cercando di specializzarsi nell’accoglienza di bambini entro i 10 anni di età); ad oggi ha accolto in totale 29 bambini. La Fondazione ne ha sostenuto la costruzione nel 2007 e la casa è attiva da marzo 2008.
- “Casa Betania” è un centro nutrizionale per l’infanzia. La Fondazione “aiutare i bambini” ne ha sostenuto i costi di mobilio e delle attrezzature necessarie per l’accoglienza e la nutrizione dei bambini.
Le novità più importanti riguardano il futuro delle due strutture. Per quanto riguarda Casa Nazareth, il governo sudafricano ha recentemente approvato una legge che prevede il NON riconoscimento di qualunque casa famiglia privata e che ha posto dei vincoli alle case di pronta accoglienza, che potranno ospitare massimo 6 bambini per volta e per non più di 3 mesi. La notizia ha colto evidentemente di sorpresa sia le Suore della Provvidenza sia gli assistenti sociali, che da anni lavorano e apprezzano il lavoro della casa famiglia. Dopo le pressioni di Suor Tereza, il progetto è quindi stato visitato da un funzionario del governo, capo degli assistenti sociali della zona, il quale si è reso conto della ‘bontà’ del progetto e ha promesso di fare il possibile perché questo ottenga il riconoscimento sperato. Suor Tereza ha già consegnato tutta la documentazione necessaria ed è in attesa del verdetto. Se la richiesta avrà esito positivo, cambierebbero molte cose per Casa Nazareth: il progetto potrebbe infatti diventare autonomo perché sostenuto dallo Stato e potrebbe accogliere fino a 10 bambini con permanenze di 1-2 anni.
Per quanto riguarda Casa Betania, durante il soggiorno ad agosto dei volontari Alessandra e Carlo, si è svolta un’importante riunione tra la responsabile locale (una dietista), Suor Tereza, gli assistenti sociali e la clinica locale, con l’intento di trovare una soluzione alle difficoltà incontrate dal centro e deciderne il futuro. L’idea è stata quella di ottenerne il riconoscimento da parte del Ministero della Salute come scuola materna ‘speciale’, soluzione che prevedrebbe anche l’erogazione di fondi. I bambini dovrebbero avere da 0 a 6 anni e non 3-6 come da prassi, ma questo aspetto è già stato verificato e sembra che i responsabili siano fiduciosi che il progetto possa essere approvato in un paio di mesi.
Entro la fine dell’anno, si dovrebbe quindi avere un quadro più preciso sul futuro delle due strutture di Oudtshoorn.
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Alessandra
e Carlo durante le attività con i bambini

