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KENYA: accoglienza e supporto per i 100 bambini di Bomet

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Dal primo supporto della Fondazione “aiutare i bambini” che a Bomet ha iniziato a lavorare nel 2005 supportando la costruzione della “Laura Children’s Home”, di strada se n’è fatta tanta! Il programma di adozione a distanza è stato avviato nel 2005 e oggi permette un futuro migliore per 100 bambini.

Nel marzo 2011, la Desk Africa di “aiutare i bambini”, Elena Penco, ha visitato il progetto per definire la continuazione del sostegno. Ha raccolto diverse informazioni di aggiornamento sullo stato del progetto.

La Mosop School accoglie quest’anno 284 bambini, 132 orfani o vulnerabili che ricevono il sostegno dalla Fondazione, da altri amici della Mosop (i 24 più piccoli vivono nella Casa di Laura, quelli più grandi nei dormitori della scuola) e 156 che provengono dai villaggi vicini e che pagano una retta di 22.500 Kes per anno (circa 220 euro). Questa retta copre le spese della scuola e di un pasto al giorno mentre i genitori provvedono ai libri e alle uniformi. Lavorano nella struttura 15 insegnanti e 18 general workers, in totale 33 persone. Uno dei problemi principali della scuola è che gli insegnanti sono sottopagati rispetto ai salari governativi e questo a volte fa sì che se un maestro ottiene un posto dal governo lascia la Mosop. La scuola ha due classi dell’asilo e otto classi della primaria dopo di che si fa l’esame e si passa alle secondarie. La struttura scolastica è in espansione, con un contributo da parte di donatori americani che permetteranno di costruire 4 nuove classi ed una sala che verrà usata per i computer.

Accanto alla scuola è situato un centro medico composto di varie sale e ben equipaggiato. In passato questa era un’attività molto redditizia, ma oggi impiega solo una nurse e garantisce cure basiche per i bambini della scuola. Dopo i disordini post elettorali del 2007-2008, il governo ha costruito due centri medici governativi nella zona che garantiscono alcuni servizi gratuiti perciò il centro della Mosop non è più competitivo e anche il personale è stato ridotto negli anni. Si tratta comunque un servizio utile per i 284 bambini e il costo per mantenere aperta la struttura è incluso nel budget della scuola.

Il Centro “La Casa di Laura” è la casa dove vive Bet e la sua famiglia, collegata con due dormitori ed una sala comune. I bambini stanno a scuola fino alle 17.30, giocano un po’ nello spazio comune e devono rientrare alla Casa di Laura (che dista 500 metri) per le 19. Alla sera giocano e pregano con due insegnanti; sembra davvero una grande famiglia e Bet, la moglie e il figlio non fanno mai mancare l’attenzione a questi bambini.
I bambini accolti devono fare una richiesta ufficiale che può arrivare dal villaggio, dalle chiese vicine, e dai local leaders. La scuola una volta l’anno organizza dei meeting per analizzare tutte le richieste e parlare con le persone che accompagnano i bambini.
Viene richiesto il certificato di morte dei genitori e per quei bambini che hanno ancora un genitore viene analizzata la situazione dalle social workers teachers e da un rappresentante governativo per capire se il bambino versa realmente in condizioni difficili. Il centro medico fa uno screening del bambino per capire se è in buona salute e per i casi più difficili interviene l’ospedale di Tenwek.

Nella scuola tutti i bambini sono uguali e si vede come ci sia un ambiente sereno e allegro. L’obiettivo per tutti i bambini è quello di poter completare gli studi primari, andare alla scuola secondaria e anche all’università per i più meritevoli. Alcuni sono sponsorizzati dal governo e in generale Bet cerca di restare in contatto con tutti almeno una volta l’anno per quelli che studiano più lontano (in base ai voti che prendono alla fine delle elementari vengono smistati nelle varie scuole secondarie). Ogni anno circa 20 ragazzi diventati ormai adulti lasciano la Mosop, e sono di fatto indipendenti.

Le attività generatrici di reddito
Il trattore è ad oggi l’attività più redditizia che oltre ad essere utilizzato per i 30 acri della Mosop, viene dato in affitto ad altri agricoltori, da novembre a giugno (la stagione in cui si pianta) da un reddito di 100.000 Kes al mese (1000 euro). Gli 8.000 euro che rappresentano l’entrata annuale del trattore servono per il driver e la manutenzione dello stesso, per pagare l’affitto dei campi, comprate le sementi, i fertilizzanti, e pagare la manodopera. Ad oggi vengono affittati 40 acri di terreno (10 Bet li fa utilizzare ad altre case d’accoglienza che hanno grossi problemi alimentari) ad un costo di 4.000 kes al mese per acro.
Dietro la casa di Laura c’è anche la fattoria che accoglie 40 mucche. In base al periodo dell’anno (durante la stagione secca da gennaio a marzo è più difficile avere il latte perciò viene usato solo per i bambini) si possono vendere fino a 100 litri al giorno che servono per garantire il mantenimento degli animali, le loro cure, il mangime e le visite del veterinario.

A Bomet, grazie al sostegno di Sky è in costruzione un laghetto artificiale, il rinnovo delle toilettes e del sistema fognario per i dormitori della scuola. L’invaso e le nuove toilette oltre che rappresentare un miglioramento per la salute e condizione igienica dei bambini e dello staff renderanno la struttura a norma a livello governativo.
Si prevede l’invio di un gruppo di volontari per settembre utile anche per l’aggiornamento delle schede.

Per saperne di più sulle adozioni a distanza  »

 



I bambini del Mosop School

I bambini del Mosop School

I referenti del progetto con Elena Penco, responsabile progetti Africa per "aiutare i bambini"

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Macchinario per invaso

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Una classe dell'asilo

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