FILIPPINE: i volontari Barbara e Marco con i bambini
Ad agosto 2010 i volontari Marco Donatelli e Barbara Borella si sono recati in visita al progetto “Adozione a distanza dei bambini di Quezon City”.Le attività da loro svolte sono state molto utili:
“La maggior parte del nostro tempo è stato impiegato per l’aggiornamento delle schede d’adozione a distanza con tanto di nuove foto ai bambini sostenuti dal progetto, raccolta d’informazioni sul loro tenore di vita e visita nelle case di alcuni di essi per conoscere famigliari ed amici”.
Barbara e Marco hanno riflettuto sulla loro esperienza e sul contesto nel quale vivono i bambini che beneficiano delle adozioni a distanza e le loro famiglie:
“La cosa sconvolgente è il rendersi conto che nuclei familiari di 8-10 persone sono costretti a vivere in case costituite da non più di due stanze, i più fortunati godono anche di uno spazio esterno (difficile da definire “giardino”) impiegato per cucinare e stendere il bucato (…).
All’interno delle mura del Fiore del Carmelo tutti appaiono ben vestiti, curati, con un’uniforme impeccabile quasi a far fatica a capire chi appartiene ad un ceto sociale meno abbiente piuttosto che ad uno più benestante. Suor Annie, la responsabile della scuola (deliziosa persona), ci ha spiegato che i bambini sono messi al corrente dello stato di povertà delle loro famiglie, della loro incapacità nel sostenere le spese scolastiche e, di conseguenza, del fortunato intervento di “aiutare i bambini” per sostenere i costi della loro istruzione. Il tutto viene però gestito con discrezione e ad insaputa di quei bambini invece più fortunati, le quali famiglie provvedono a tutto (persino al pagamento della mensa interna alla scuola che, al contrario, per gli altri è gratuita).
Le differenze iniziano a cogliersi appena fuori dalla scuola, sulla strada che conduce questi bambini a casa: c’è chi fa ritorno a piedi, c’è chi aspetta il papà alla guida del proprio richò, c’è chi ha la fortuna di avere fuori della scuola l’auto privata con autista….
Viene da sorridere quando si vedono arrivare dal fondo della strada quegli strani furgoncini che loro chiamano “jeepny”, pronti a caricare 10-15 bambini alla volta a mo’ di scuolabus (in realtà trattasi di un papà proprietario del furgoncino che si presta gratuitamente al trasporto di questi bimbi a casa) e vederli poi sfilare via stracarichi di piccoli marmocchi che si affacciano ai piccoli finestrini salutandoci con un sorrisone e agitando le loro manine a farti capire il desiderio di rivedersi l’indomani”.
Il contatto con i bambini ha scatenato momenti di gioia:
“Il semplice gesto di accoglierli alle 7 del mattino fuori della scuola per l’augurio di una buona giornata o alle 17 per il saluto di fine giornata ci rendeva felici…alcuni bimbi ci gettavano le braccia al collo e si aspettavano un nostro bacio, un nostro sorriso quasi a rassicurarsi che noi eravamo ancora lì per loro….ogni espressione era una richiesta di affetto.
Nonostante insegnanti, assistenti e suore siano molto premurosi con ogni bambino era curioso come tanti occhioni ci si puntavano addosso a richiedere attenzione e risposte a domande formulate in silenzio… carezze date gratuitamente, abbracci disinteressati, semplici “hi” stampavano il sorriso sul visino di questi bambini…e a noi il cuore si riempiva di gioia…la spensieratezza che respiravi in quei momenti faceva volare il pensiero lontano… “
Molto originali le attività organizzate da Barbara e Marco: tempere e palloncini hanno impegnato e… colorato le giornate dei bambini.
“(…) alle volte sembra di fare troppo poco, non riuscire ad esprime al massimo tutto ciò che ti passa per la testa…ogni cosa ci limitava: il tempo (sempre troppo poco), gli spazi (non sempre consoni a dedicarsi a tutte le attività), il numero dei bambini (troppi per poter dedicare ad ognuno la dovuta attenzione), le lezioni e i vari impegni scolastici che costringevano gli alunni a dedicarsi ad alcune attività piuttosto che ad altre…ci abbiamo comunque provato a trovare uno spazietto nei loro cuori e a lasciare il ricordo dei nostri sorrisi. E poi l’ultimo giorno…la promessa di un nostro ritorno…perché così dev’essere …e non può essere altrimenti…certi sguardi non li dimentichi…ti si fissano in testa e li porti via con te; è forte il desiderio e la volontà di esserci sempre, di stare assieme, di essere parte della famiglia…come un fratello o una sorella sul quale poter contare!”
Grazie, Barbara e Marco, per la vostra sensibilità e perché con la vostra energia avete regalato momenti di gioia ai bambini della Fiore Del Carmelo School!
Per saperne di più sulle adozioni a distanza »
I volontari Marco
e Barbara
hanno visitato il progetto
e realizzato attività ludiche
come mometi di disegno collettivo

