CAMBOGIA: ottimi risultati per il progetto Baby Care
Francesco Caruso, Regional Manager di “aiutare i bambini” e responsabile del progetto di Baby Care che si pone l’obiettivo di contrastare la malnutrizione e l’abbandono nei bambini di strada di Sihanoukville, ci scrive per aggiornarci sui miglioramenti delle condizioni psico-fisiche dei bambini accolti e curati nel Centro, e sugli enormi progressi ottenuti anche con le madri di questi bambini.I risultati estremamente positivi permettono di prevenire che i bambini vengano venduti come schiavi o siano vittima del traffico umano, anzi, al contrario, danno a loro e alle loro madri la possibilità di riscattarsi seguendo un percorso completo: dalla cura della condizione sanitaria, alla sensibilizzazione.
I bambini permangono nel Centro per circa 2 – 3 mesi; da dicembre a giugno il Centro ha fornito assistenza quotidiana a circa 22 bambini al di sotto dei 3 anni e ha aiutato oltre 50 bambini tre i 6 e i 10 anni ad andare a scuola invece che mendicare o lavorare in strada per aiutare la madre finanziariamente.
Tutti i bambini parte del programma (un totale di 36 bambini ha partecipato al Baby Program negli ultimi 6 mesi) erano denutriti, 14 erano seriamente malati e hanno ricevuto (8 di loro stanno ancora ricevendo) cure mediche presso la clinica del Centro.
Al Centro lavorano assistenti sociali che collaborano con le madri nel risolvere i motivi alla base della loro impossibilità di prendersi adeguatamente cura dei bambini. Commenta Francesco Caruso: “Debiti o malattia di un familiare sono le cause più frequenti che costringono i bambini a lavorare, ma per i neonati l’ignoranza o usanze alimentari sbagliate sono un rischio ancora più grave e la prima causa di malnutrizione”.
Alcune madri portano con sé i figli in spiaggia per elemosinare; gli assistenti sociali le convincono a lasciare i bambini nel Centro. C’è ancora molta strada da fare in questa direzione, ecco perché è attiva una collaborazione anche con il Dipartimento degli Affari Sociali per incontrare le madri.
Il background socio – affettivo da cui provengono i bambini è allarmante e davvero disastroso: tutti vengono da famiglie poverissime, quasi sempre cresciuti con una madre sola, e spesso le madri devono scegliere fra il portarli in strada (quasi tutte sono venditrici ambulanti), o lasciarli a casa con fratellini e sorelline.
Il progetto sta andando meglio del previsto proprio perché molte delle madri dei bambini che sono stati aiutati negli anni grazie a questo e agli altri centri di M’Lop Tapang, sono ora contente di vedere i loro figli andare alla scuola pubblica, fuori dai pericoli della strada e dei soprusi.
I corsi per le madri sono specifici e fondamentali: educazione all’igiene e alimentazione dei neonati attraverso l’allattamento al seno sono i principali.
Gli outreach workers si recano negli slums da dove provengono i bambini e coinvolgono la comunità nel collaborare a proteggere i loro figli, prevenendo il forte rischio a cui i piccoli incorrono nell’essere venduti. Altra nota particolare: lo staff è composto per la maggior parte da donne che vivono negli slums stessi, conoscono perciò la realtà alla quale si avvicinano e dimostrano una dedizione straordinaria nel voler aiutare i bambini e nel proteggerli per assicurare loro un futuro.
Sono 8 le madri che pagano 0.50 centesimi di dollaro affinché M’Lop Tapang si prenda cura dei propri figli: una cifra modesta, che contribuisce al sostentamento del Centro.
Grazie ad “aiutare i bambini” il lavoro dello staff, il cibo e i prodotti igienico-sanitari sono assicurati per tutti questi piccoli utenti bisognosi.
Ma per continuare a sostenere il programma di Baby Care, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!





