LIBANO: la nostra volontaria con le ali visita il progetto!
La nostra volontaria Ylenia Danini è stata in visita al Foyer de l’Amitié e al Collegio St. Sauveur, dove la Fondazione ha attivato un progetto di adozione a distanza di 40 bambini.Riportiamo alcune delle sue impressioni:
“Nel Foyer de l’Amitié viene data accoglienza a bambini orfani e a bambini provenienti da famiglie problematiche, indipendentemente dalla religione di appartenenza.
Si offre assistenza in famiglia a minori in difficoltà e vengono promossi percorsi di alfabetizzazione e scolarizzazione attraverso la scuola materna, elementare e media a Hoch-el-Omara. Viene sviluppata, inoltre, la formazione professionale attraverso una scuola tecnica di falegnameria, elettronica e meccanica, e un istituto alberghiero annessi al Foyer.
Sotto la direzione di Padre Abdo Raad, il Foyer ha visto moltiplicare le iniziative e nascere nuovi progetti. La costruzione dell’Istituto alberghiero e della piscina, aperta a tutta la popolazione locale, sono solo alcuni esempi”.
Ylenia ha trascorso molto tempo con i bambini coinvolti nelle adozioni a distanza, ha giocato e scherzato con loro: “Ho conosciuto due gemelli meravigliosi, A. e M.: uno spasso, due forze della natura. Ridono come dei pazzi per qualsiasi cosa. Dei veri habibi (amori). A,. in particolare, è molto estroverso: ricordo quando mi saltava addosso e mi trascinava verso la sala perché secondo lui era tempo che io imparassi l’alfabeto.
Quando scrivevo nel modo giusto, A. esultava come un pazzo e io piangevo irrimediabilmente dal ridere. Delizioso, adorabile.
Ha cercato di spiegarmi di cosa parlava un libro di fiabe raccolto dalla sua valigetta. Ero avvantaggiata dal fatto che era scritto in francese, ma cercare di leggerlo insieme non era semplice: mi faceva talmente ridere che le lacrime non mi permettevano di vedere cosa c’era scritto.
Rimangono impressi più di altri nei miei ricordi: le lezioni di lingua con il piccolo A., l’abbraccio della buona notte della dolcissima M., un vocabolario arabo/italiano, le infinite stelle cadenti, una giornata sul confine israeliano, un gruppo di persone infinitamente buone e disponibili, un uomo con cui ho parlato tanto, ma non abbastanza, che mi ha messo davanti a nuove sfide, ogni giorno”.
Anche i commenti sul Collegio St. Sauveur, che si trova nella valle di Bekaa, e dove la Fondazione ha adottato a distanza 20 bambini, sono positivi: “St. Sauveur offre a bambini e adolescenti libanesi due tipi di servizi: accoglienza e istruzione. Una biblioteca, gli uffici e le stanze del personale, due grandi refettori, una cucina attrezzatissima e due grandi stanze per accogliere i gruppi estivi nel periodo tra luglio e settembre, completano il centro.
St. Sauver è immenso. Se si pensa alla sua storia, a ciò che è passato intorno, sopra, diventa ancora più grande. È caldo. Nelle sfumature di luce e nella temperatura. Accogliente”.
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