NEPAL: una casa di accoglienza che ospita 30 bambini orfani
Il Nepal è un piccolo stato di 29 milioni di abitanti, racchiuso fra i due colossi India e Cina. Oltre a possedere le vette più alte del mondo, nella sua parte più occidentale si trova la regione del Terai, una vasta zona pianeggiante con un clima molto umido e caldo nel periodo che precede i monsoni. Qui, nel distretto del Kailali, c’è la Tikapur Children Home, una casa di accoglienza che ospita 30 bambini orfani o che versano in condizioni di estrema povertà. Questo centro sostiene i suoi piccoli ospiti rifornendoli di cibo, vestiario, educazione scolastica (si tengono lezioni informali di inglese e computer), corsi vocazionali e attività complementari volte alla loro formazione pedagogica, quali corsi di Yoga ed altre attività sportive. Il progetto è gestito dall'Associazione Volontari Senza Frontiere (AVSF) e monitorato da un suo espatriato residente in loco, oltre ad essere cofinanziato da una piccola associazione di Nole (To).Le volontarie Alessia Gilardo e Simona Brusamolino, le prime a visitare il centro lo scorso giugno, hanno testimoniato il proseguo dei lavori di ristrutturazione di due bagni con doccia che la Fondazione ha finanziato versando un contributo di 4.655 Euro.
Riportiamo il racconto di Alessia su una bambina che risiede alla Tikapur Children Home, esempio di una vita che ha incontrato questa casa di accoglienza che è diventata la sua famiglia: “Alcuni mesi fa alla porta della Tikapur Children Home hanno bussato alcuni poliziotti. Con loro una bimba di otto anni, con lo sguardo spaventato e null’altro con sé. I poliziotti spiegano che è stata trovata vagabondare per strada e dicono a Uttam, il direttore del Centro, che la bambina deve essere accolta alla Children Home. Il direttore inizia a chiederle il suo nome, da dove viene, se ha i genitori. La piccola risponde che il nome è Puja (nome di fantasia), ma circa il suo villaggio dà ogni volta indicazioni diverse. Girando per i villaggi alla fine Uttam individua da quale Puja arriva, ma dei genitori non vi è nessuna traccia.
Ora Puja vive nella grande famiglia della Children Home, va ogni giorno a scuola dove frequenta la 3’ classe e ama moltissimo ballare.
Puja non è più confusa se le chiedi dove vive, al contrario, con il suo ciuffetto legato sempre in modo perfetto e con un grande sorriso, risponde: “Abito alla Tikapur Children Home con i miei 27 fratelli”.
Nel suo diario di viaggio, Alessia parla anche delle attività di gruppo organizzate per i bambini. E' bastato poco per farli divertire: una partita a calcio, i giochi con la tempera, il bowling inventato con materiale da riciclo e lo stare insieme cantando canzoni.
Alessia racconta che solo la loro presenza bastava per rendere felici ed entusiasti i bambini; d'altra parte e i loro sorrisi sono stati uno dei più bei ricordi di sincere manifestazioni di affetto ricevute dalle nostre volontarie: “Ormai sentiamo di essere entrate a far parte di questa grande famiglia del villaggio di Tikapur, nella parte più inospitale del Nepal, il Terai, catapultate nel Medioevo anche se qui, secondo il calendario nepalese, corre l’anno 2066. Nonostante i 47 gradi, abbiamo cercato di trasmettere tutto il nostro entusiasmo ai bambini orfani accolti nella Children Home, di trasformare i loro pomeriggi in momenti di gioco e attività creative e di far sì che cercassero di evadere dalla loro noia di giornate tutte uguali con l’allegria della scoperta di piccole gioie quotidiane.
I loro sorrisi e la loro voglia di giocare ogni giorno sono stati per noi la motivazione più forte per superare le difficili condizioni ambientali”.
Per continuare ad aiutare i bambini della Tikapur Children Home, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!





