COLOMBIA: pasti nutrienti per 300 bambini
Il regional manager Daniele Ingratoci ha effettuato un viaggio in Colombia per visitare tre progetti sostenuti da “aiutare i bambini”, tra i quali il progetto di adozione a distanza dei bambini delle scuolette di Marialabaja.Daniele ci racconta:
“Ho visitato le scuole costruite e arredate due anni fa anche con il contributo di “aiutare i bambini”.
Si trovano in barrios marginali del paese di Marialabaja : Santa Rosa da Lima (nel quartiere Bellavista), San Martin de Porres e San Domenico Savio (nella comunità Montecarlo). Gli abitanti dei tre centri hanno alle spalle una storia condivisa: la situazione di “desplazados” per la guerra interna.
Ogni scuola ospita 100 bambini (50 la mattina e 50 la sera) dai 2 ai 5 anni. I bambini giocano, apprendono le prime nozioni didattiche e pranzano, grazie al fatto che in ogni scuola esiste una cucina perfettamente attrezzata con una nutrizionista-cuoca. Il monitoraggio dell’alimentazione permette a questi bambini di seguire un programma adeguato rispetto alla quantità di vitamine, proteine, etc necessarie per un buon sviluppo intellettuale e fisico da 0 a 5 anni, molto importante per loro.
Ultimamente, in collaborazione con dottori del luogo ai bambini si è garantito anche un check-up, importante perché nella zona non ci sono strutture, né statali né private che svolgano questo tipo di servizio.
Fanno parte della congregazione Padre Salvatore Mura e Padre Giuseppe Svanera; a loro si affiancano un altro padre colombiano, che recentemente si è unito al gruppo, e un padre brasiliano. Ma sono Padre Giuseppe e Padre Salvatore a dare maggior impulso alle scuole. La loro dedizione ai bimbi è salda, curare i bambini é complementare al lavoro svolto da altri progetti con adolescenti e adulti.
Ho riscontrato la presenza attiva e l’interesse di alcuni genitori, soprattutto nel centro San Martin de Porres (dove c’è molta violenza e sui sentieri che portano ai campi girano ancora ronde dell’esercito), e nel centro San Domenico Savio. Per la sua costruzione fu determinante la volontà dei genitori, già riuniti nel 2002 in una associazione chiamata ASOMONTES (Asociaciòn mujeres desplazadas), proprio per costruire una scuola per i loro figli; in questo caso la parrocchia ha solo facilitato una volontà già presente
Le lezioni non erano ancora riprese e nei centri vi erano circa 40 bambini che giocavano nel “patio” esterno della scuola e nel parco giochi, sotto il controllo dalle madri.
Le scuole stanno rispondendo a una necessità evidente che non ha trovato altra risposta, sono reali punti di incontro non solo per i bambini, ma anche per i genitori. Un progetto futuro riguarda i padri, con riunioni settimanali in cui affrontare temi importanti per il loro rapporto coi figli.
Sappiamo quanto sia importante in contesti abbandonati e marginali garantire “centri sociali” di questo tipo.
E’ ammirevole la preoccupazione e l’interesse che i padri hanno nel fare crescere una associazione locale, la fondazione “A Partir de Los Niños” costituita da persone locali sensibili alla questione dei bambini e alla necessità di cercare risorse locali, regolarmente iscritta e riconosciuta , che si dovrà occupare delle scuole sotto la supervisione della parrocchia.
Il progetto svolge un servizio necessario alla comunità; purtroppo non ha altre fonti di finanziamento se non la congregazione (finanziamenti privati) e “aiutare i bambini”. Ogni scuola ha bisogno di un budget annuale di 10.000 euro per svolgere le sue attività o per migliorarle.
La mia visita è durata un giorno e mezzo, ho conosciuto molte persone che gravitano attorno alla parrocchia o beneficiano, come associazioni, degli spazi che la parrocchia offre.
Altra cosa importante sono i progetti satellite che la congregazione sta portando avanti: un centro sociale per riunioni di giovani e adolescenti, con spazi aperti e future strutture sportive e un centro, LA CONSOLATA, di raccolta e lavorazione del riso (elemento centrale della cucina povera colombiana) e del cacao.
In questo centro i contadini ricevono gratuitamente i semi per piantarli l’anno seguente nei propri campi.
Nel contesto di disinteresse della produzione agricola a livello piccolo-medio-familiare e di sfruttamento dei contadini (padri dei bimbi delle scuole) da parte dei grandi latifondisti (la Colombia è un paese che aspetta ancora una seria riforma agraria), un centro di produzione economica alternativa come questo è di grande aiuto per le famiglie perché permette alle famiglie povere di non assoggettarsi ai prezzi di vendita dei semi decisi dai grandi distributori.”
Daniele Ingratoci
Grazie a tutti i sostenitori che stanno garantendo ai bambini di Marialabaja istruzione e cure di base con l'adozione a distanza di gruppo! Per saperne di più sulle adozioni a distanza »





