GUINEA BISSAU: assistenza a mamme e bambini a rischio HIV
L'Associazione "Cielo e Terra" Onlus, in collaborazione con l'ospedale Sacco di Milano e l'Ospedale di Bissau, diretto dalla Dott.ssa Fanny Rankin, ha iniziato nel 2002 un progetto per la lotta all'AIDS nella regione di Bissau che "aiutare i bambini" sostiene.Per il 2008 Ceu e Terras si è focalizzata sulla metodologia delle attività svolte con particolare attenzione sulla novità delle figure degli attivisti e delle visite domiciliari da loro compiute.
Per quanto riguarda le attività proseguite nel 2008, sono stati portati avanti i consueti tre ambiti d’intervento dell’associazione ovvero supporto clinico, nutrizionale e appoggio attivisti.
“aiutare i bambini” sostiene da due anni la parte nutrizionale che Ceu e Terras segue con criteri ben definiti tra madri e bambini: i beneficiari dal settimo al diciottesimo mese di vita ricevono il latte per prevenire la malnutrizione e diminuire i casi di mortalità infantile. In questo modo è inoltre possibile monitorare le condizioni della madre anche dopo il parto.
L’assistenza domiciliare è una delle grandi novità maturate e cresciute nel corso del 2008.
A questo proposito la richiesta per il 2009 prevede di supportare, oltre alla parte nutrizionale, un gruppo di attivisti.
Questa parte ha coinvolto nel 2008 34 persone di cui 31 attivisti, 2 assistenti sociali e uno psicologo coordinatore per un coinvolgimento totale di 260 pazienti.
I pazienti assistiti domiciliarmente sono donne gravide o che hanno appena partorito, e tutte quelle persone sieropositive che presentano vari problemi legati alla malattia: problemi fisici e psicologici, dovuti alle stigmatizzazioni sociali che subiscono. Alcuni fra loro sono in fase terminale e durante le loro visite gli operatori si assicurano che i pazienti assumano i farmaci ad orari regolari, e donano anche qualche ora di compagnia, dato che molti di loro sono stati abbandonati o lasciati soli.
L’attivista accompagna le neo-mamme nel percorso di presa di coscienza della malattia, le informa sui rischi legati alla trasmissione madre-figlio, e sui metodi di prevenzione di trasmissione del virus.
Sono presenti due attivisti fissi presso la maternità dell’ospedale nazionale che individuano le partorienti sieropositive che scoprono di essere tali al momento del parto. Anche a loro viene proposto un accompagnamento volto a ridurre la possibilità di trasmissione del virus al figlio neonato.
Gli attivisti, nella quasi totalità dei casi, sono a loro volta pazienti. Questo nell’ottica che un ammalato, più di chiunque, riesce a comunicare con un altro ammalato facendogli conoscere la sua malattia fino in fondo, trovando le soluzioni per conviverci in maniera positiva contribuendo a stimolare la continuità di frequentazione degli ammalati al progetto.
Gli attivisti sono spesso anche mariti di mogli sieropositive. Anche questa è stata una scelta precisa; lo scopo è aiutare le famiglie degli ammalati a comprendere e a trattare la malattia dei partner con la serenità e le attenzioni necessarie.
Le attività di sensibilizzazione portate avanti dagli attivisti hanno dato ottimi risultati a livello individuale e familiare; anche se i taboo e gli stigma legati a chi soffre di HIV non si possono estirpare a livello sociale, il fatto di entrare fisicamente nelle case delle persone ha contribuito a diffondere un’immagine di integrazione e contatto con i malati sieropositivi.
Ci sono anche due importanti novità riguardanti lo staff: da Dicembre 2008 la direzione dell’associazione locale e del progetto è passata nelle mani di un nuovo Presidente: il Dr. Aly Hijazi, guineense, psicologo laureato a S. Paolo in Brasile, di 53 anni.
Infine è stato assunto un medico Cubano specialista in AIDS. Avere un medico specializzato a tempo pieno permetterà di aumentare sensibilmente la qualità del servizio offerto.


