Sanitation improvement per la scuola di Kariobangi
Nº progetto: 1030
Tipologia: Assistenza sanitaria
Campagna: Manca l'acqua!
Paese: Kenya
Località: Kariobangi slum, Nairobi
Numero bimbi beneficiari: 457
Scopo: Riabilitazione dei servizi igienici esistenti, costruzione di nuove latrine e predisposizione di punti d’acqua per poter garantire le condizioni igieniche di base ai bambini
In corso: Si
IL CONTESTO:
Nairobi è oggi la città delle baraccopoli: oltre 2 milioni di persone, più di metà della popolazione, vivono concentrate in più di cento slum, ognuno con una propria storia e una precisa composizione etnica e sociale. Il 75% della popolazione sub-urbana è disoccupata o vive di espedienti: la maggior parte delle persone ha gravi problemi di malnutrizione, infezioni intestinali, analfabetismo, HIV; il numero dei bambini contagiati è in continua crescita, come i bambini orfani di AIDS che finiscono a elemosinare per le strade. Malgrado la scuola in Kenya sia aperta e gratuita, l'istruzione resta un privilegio di pochi. I bambini delle baraccopoli non si integrano nelle scuole pubbliche, l'obbligo di presentarsi con divisa e scarpe nuove impedisce loro di entrare in classe, o vengono cacciati e scherniti dai compagni che non vogliono avere contatti con i "chokora", "i bambini spazzatura".
Il Mother of Mercy Center (MMC) - Centro Madre della Misericordia - è un istituto di riabilitazione, creato nel 2001 da gente locale per i bambini di strada di Nairobi, in particolare della baraccopoli di Soweto-Kayole: tre centri dislocati in tre baraccopoli della città, al cui sostegno partecipa anche il gruppo cristiano dei Focolari. Per raggiungere la scuola di Kariobangi occorre lasciare la strada asfaltata principale e immettersi su una strada secondaria sterrata. La maggior parte delle famiglie vive in una casa di lamiera, composta da una o massimo due stanze, non sempre con il bagno. Chi può costruisce per sé una casa in muratura. In realtà però le persone che possono permetterselo sono davvero poche, visto che la maggior parte dei genitori è disoccupata o fa lavori saltuari, senza contare poi coloro che sono malati di HIV/AIDS.
IL PROGETTO:
I bambini che frequentano la scuola di Kariobangi sono in totale 457 e grazie al progetto di adozione a distanza della Fondazione “aiutare i bambini” è possibile assicurare a tutti loro non solo la frequenza scolastica, ma anche migliori condizioni di vita. Sono molti, infatti, gli esempi di bambini che hanno superato uno stato d’indigenza e che ora si dedicano con successo allo studio. Oltre ad avere una buona preparazione scolastica, spesso di livello superiore a quello delle scuole pubbliche, i bambini di Kariobangi imparano giorno per giorno a socializzare e ad andare oltre le differenze etniche, in uno spirito di condivisione e aiuto dei più grandi nei confronti dei più piccoli. Il progetto permette anche un sostegno dal punto di vista sanitario e psicologico, soprattutto in situazioni di abuso o di genitori sieropositivi. Le famiglie apprezzano il ruolo della scuola e da essa sono sempre più sensibilizzati e coinvolti nell’educazione dei figli.
Il Centro Madre della Misericordia sostiene altre scuole e negli anni è riuscita ad avviare una piccola attività generatrice di reddito – affitto di un pulmino - per coprire parte dei costi di gestione.
Gli aspetti problematici e le difficoltà, purtroppo, non mancano: per esempio, l’edificio di lamiera, con le aule senza pavimento che si allagano dopo la pioggia, senza una vera e propria cucina e un refettorio (i bambini mangiano in classe o seduti per terra nel cortile). Se dal punto di vista strutturale risulta difficile prevedere la riabilitazione dell’intero edificio, per quanto riguarda la situazione delle toilette, “aiutare i bambini” ha commissionato uno studio di fattibilità di “sanitation improvement” grazie alla presenza di un consulente volontario. Questo prevede la riabilitazione dei servizi igienici esistenti, la costruzione di nuove latrine e la predisposizione di punti d’acqua per poter garantire le condizioni igieniche di base ai bambini.
COSA FA "aiutare i bambini":
L’analisi di fattibilità svolta ha avuto come base un’attenta analisi della situazione attuale da cui sono emerse diverse problematiche, tra cui l’insufficienza delle 4 latrine rispetto al numero degli utenti, il loro deterioramento strutturale, l’assenza di sistemi di svuotamento e di riduzione del cattivo odore e l’inesistenza di punti d’acqua pulita per garantire ai bambini la possibilità di lavarsi le mani.
È stata prevista, quindi, la costruzione di 14 nuove latrine che possano integrare le 4 esistenti, che verranno risanate, in modo da garantire una piena copertura del bisogno – tutte saranno dotate di un tubo di ventilazione per la riduzione degli odori e di botole che ne facilitino lo svuotamento evitando danneggiamenti. Contestualmente, per promuovere l’educazione teorica di principi igienici di base, il progetto prevede la costruzione di 4 lavandini per permettere ai bambini di lavarsi le mani. I serbatoi di raccolta dell’acqua insieme alle valvole permetteranno di conservare l’acqua durante ogni ora della giornata e della notte e con la loro capacità fino a 4.500 litri garantiranno alla scuola un’autonomia di 2 settimane in caso di assenza di pioggia.
Alla Fondazione viene richiesto un contributo economico totale di 5.000 euro. “aiutare i bambini” accetta di deliberare tale somma per la costruzione delle latrine e dei lavandini per la scuola di Kariobangi.
Grazie al coinvolgimento della Country Manager Silvia Silvestri, costantemente in contatto col responsabile del progetto, e di Sebastien Mellot - che si è occupato della valutazione tecnica e che ha coinvolto nel progetto la Mott MacDonald società per la quale lavora - è stato possibile programmare un intervento a basso costo ma di grandissimo impatto per la scuola e la comunità di Kariobangi.
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CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il responsabile in loco del progetto è Charles Nyakundi, coordinatore delle varie attività e direttore della scuola. Il progetto è già stato visitato da molti volontari della Fondazione e dall’inizio del 2011 viene monitorato grazie alla presenza della Country Manager Silvia Silvestri che vive a Nairobi e dal volontario Sebastien Mellot che si è occupato della valutazione sanitaria e che seguirà la realizzazione delle latrine.
Gli attuali bagni della scuola

