Adozione a distanza nella casa di accoglienza “La posadita del Buen Pastor”
Nº progetto: 531
Tipologia: Adozioni a distanza
Campagna: Salviamo i bambini dall'aids
Paese: Perù
Località: Magdalena del Mar, Lima
Numero bimbi beneficiari: 36 bambini
Scopo: Migliorare la cura dei bambini e favorire la reintegrazione sociale
In corso: Si
IL CONTESTO:
Il progetto è situato a Magdalena del Mar, quartiere di 53.000 abitanti vicino al porto di Lima.
I bambini di questo progetto rappresentano uno spaccato delle pessime condizioni socio- economiche e di degrado in cui si trova un’ampia fascia della popolazione. Sono tutti abbandonati e poveri, ovvero privi delle risorse necessarie per mantenersi. Tutti i bambini del progetto in esame hanno l’AIDS, e sono pertanto esclusi e rifiutati dalle loro famiglie e dalla società.
In Perù sono circa 76.000 i malati di AIDS: 4,200 persone muoiono per HIV/AIDS ogni anno, e quel che è peggio è che i dati non sono migliorati con gli anni, anzi, rispetto al 2003 (quando le morti erano 2.900), sono andati peggiorando.
IL PROGETTO:
Il progetto è presentato dall’associazione che gestisce la casa si accoglienza “Posadita del Buen Pastor”, un ex-convento della Congregazione di suore del Buon Pastore.
La casa di accoglienza ospita un totale di 36 bambini/e sieropositivi di tutte le età, dai neonati alle adolescenti, oltre a 10 donne. Provengono tutti da una situazione di estremo degrado e povertà. Il 90% dei bambini sono orfani e quelli che hanno genitori o familiari sono comunque abbandonati a loro stessi in quanto emarginati a causa della loro malattia: tutte le persone del centro sono infatti sieropositive, e soffrire di questa malattia in Perù porta molto spesso ad un abbandono delle persone a causa dei pregiudizi culturali che è difficile sfidare e smantellare.
L’emarginazione porta spesso come conseguenza importante l’abbandono scolastico e ritardi nell’apprendimento. Talvolta i bambini non vengono accettati nelle scuole per il loro virus, soffrono tristemente a causa della loro esclusione che rende ancora più difficile l’apertura e l’interazione coi propri coetanei o col mondo esterno.
La casa di accoglienza Buen Pastor fu fondata nel 1999 ed è nel circondario di Lima una delle poche realtà in grado di offrire un’adeguata attenzione ai bambini sieropositivi. I bambini usufruiscono del trattamento antiretrovirale gratuito offerto dall’Ospedale del Niño, grazie al Seguro Integral de Salud (SIS), un programma che lo stato offre ai più poveri, anche se l’afflusso dei medicinali è sempre a rischio di interrompersi, come in tutti i posti pubblici.
La mission della casa di accoglienza, composta da camerette, mensa, sala TV e cortile, è quella di coprire le necessità primarie dei suoi utenti sieropositivi nell’area educativa, sanitaria, di assistenza sociale e psicologica, con il goal ultimo di permettere loro di reinserirsi nella famiglia, nella comunità e nella società, migliorando la qualità della loro vita.
COSA FA “aiutare i bambini”:
La Posadita Buen Pastor ha costi di gestione molto elevati per venire incontro a continue spese quotidiane, come avviene nelle normali famiglie: alimenti, vestiario, cibo, spese per la didattica, medicine, spese di manutenzione, pagamento del personale ecc…
Nel 2009 “aiutare i bambini” ha deliberato un contributo di 12.000 euro per sostenere parte delle attività di accoglienza e di cura, con un contributo che è servito a pagare lo stipendio di 2 tecniche infermiere (su un totale di 8) e parte delle spese di alimentazione, medicine e servizi base.Dopo un primo anno di lavoro, la valutazione nel complesso del partenariato è stata positiva: la controparte ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e il centro è riuscito anche ad attivare alcune convenzioni, soprattutto con negozi e supermercati che permettono di ovviare ad alcune esigenze, in particolare alimentari. L’alimentazione è infatti una delle priorità per questi bambini che grazie alla dieta bilanciata sono riusciti ad ammalarsi meno e ad aumentare di peso.
Dialogando con Suor Elsa, responsabile del progetto, è emersa la necessità di continuare il nostro intervento ed è stato scelto come strumento l'adozione a distanza individuale, data la possibilità di creare un partenariato pluriennale ed essendo l’intervento non solo educativo, ma anche a favore di una delle tematiche prioritarie degli Obiettivi del Millennio (MD6, combattere l’HIV/AIDS).
La Fondazione delibera quindi anche per il 2012 un contributo di 8.000 euro per coprire parte delle spese relative all’educazione e alle medicine.
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto verrà monitorato dalla responsabile dell’associazione, Suor Elsa Calero, presente nella casa di accoglienza, che ci invierà periodicamente report informativi e di aggiornamento sul progetto.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
29 giugno 2011 - Francesca Papa ha trascorso un mese con i bambini
29 giugno 2010 - Gli ultimi aggiornamenti dalla Posadita
1 febbraio 2010 - “I bambini della Posadita ci hanno insegnato il valore della vita” - Le volontarie Ilaria e Benedetta a Lima dai bambini orfani e sieropositivi
I bambini nella casa di accoglienza
La casa di accoglienza
L'interno del centro

